Costretta a vedere le due figlie in una stanzetta senza il bagno
Le bambine hanno 4 e 8 anni e la loro madre lancia un appello alle assistenti sociali che la seguono «Quel posto è pieno di muffa, per far fare loro i bisogni devo per forza portarle al bar del paese»
GROSSETO. Per vedere le sue bambine è costretta a utilizzare una stanza che il Comune le ha messo a disposizione. Una stanza senza bagno, dove le due piccole devono passare i due giorni alla settimana che spettano alla madre. Senza bagno e con la muffa alle pareti.
È una storia che viene da lontano quella della donna costretta a macinare chilometri per vedere le sue bambine di 4 e 8 anni che il tribunale ha momentaneamente affidato alle assistenti sociali in attesa che si ricomponga la situazione tra lei e l’ormai ex marito. Le due bambine vivono però a casa del padre in un paese amiatino e la mamma per passare un po’ di tempo con loro è costretta a fare avanti e indietro, due volte alla settimana, in autobus. «Non ho un’auto e non ho nemmeno una casa - racconta - sono stata sfrattata da poco e ho perso anche il lavoro. Da quando è cominciata questa vicenda sto vivendo un incubo, ma soprattutto sono costretta a stare lontana dalle mie figlie. Il dolore più grande è questo». Piange, mentre racconta la sua storia. Piange perché vorrebbe che le sue figlie non fossero costrette a incontrare la loro mamma in quella stanza. «Per portare le bambine in bagno sono costretta ad andare al bar - dice - e nonostante abbia chiesto spesso al Comune un posto più dignitoso non ho ottenuto alcuna risposta».
Venerdì l’avvocato della donna, Stelio Pugi, incontrerà le assistenti sociali per cercare di trovare una soluzione. Ci sono pochi autobus per raggiungere il paese dove vivono le due bambine. «Spesso per stare con loro fino all’ultimo minuto - dice - non riesco a prendere l’ultima corriera per tornare in città e sono costretta a chiedere qualche passaggio. Ma per le bambine sono disposta a fare questo ed altro, non è un problema. Ma portare loro i giochi in quella stanza dove la più piccola, che ha anche qualche problema di respirazione, con tutta quella muffa mi fa davvero stringere il cuore».
La donna, che ha 38 anni ed è di origini sudamericane, era tornata nel suo Paese quando era incinta della seconda figlia. Poi, là, aveva finito i soldi e non era riuscita a tornare in Italia se non dopo alcuni mesi. Beccandosi per questo anche una denuncia per sottrazione di minori.
I rapporti con l’ex marito si sono complicati sempre di più e lei alla fine è stata messa fuori dalla porta di casa. E le bambine sono state momentaneamente lasciate a casa del padre, sotto la tutela degli assistenti sociali. «Io non voglio chissà che cosa - dice - vorrei solo un posto dignitoso dove vivere con le mie figlie. Un lavoro che mi permetta di crescerle come deve fare una mamma».
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