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Autostrada, la Provincia fa dietrofront
Bonifazi si allinea sulle posizioni dei sindaci della Bassa Maremma: «Costa troppo e non serve, basta rendere sicura l’Aurelia»
GROSSETO. Alla Maremma serve una strada costiera moderna e sicura e il tempo delle parole, delle grandi progettualità su carta, è ormai concluso. Ora servono fatti. Si spiega così l'ultimo cambio di rotta riguardo all’autostrada Tirrenica, una posizione maturata negli ultimi mesi a fronte, anche, del disimpegno economico di Sat. Si approda quindi alla soluzione proposta a suo tempo da Sel, dagli ambientalisti, cara anche ad alcuni amministratori locali della zona sud.
Per il nuovo presidente della Provincia di Grosseto, Emilio Bonifazi «non esistono, oggi, i margini per realizzare un'autostrada che attraversi la Maremma. Non ci sono i soldi, non ci sono più le condizioni». Facendosi interprete di un sentire comune ad amministratori e cittadini, ormai stanchi delle promesse e dei rischi (per esempio il pedaggio) su questo costoso intervento, Bonifazi, Paffetti e Bellumori hanno avanzato ora una richiesta di adeguamento dell'Aurelia con minore impatto ambientale. Togliere gli incroci a raso, fare le complanari dove c'è bisogno e soprattutto soldi pubblici con la supervisione dell'Anas. Questi i desiderata contenuti nella nuova posizione della Provincia.
«La Sat – sono ancora parole di Bonifazi – ci ha presentato innumerevoli ipotesi che dovevano essere finanziate dal privato e che poi chiedevano soldi pubblici. E nel frattempo l'Aurelia continua ad essere caratterizzata da centinaia di incroci a raso, dal passaggio di tutti i tipi di veicoli e da limiti di velocità conseguentemente ridicoli. Insieme ai sindaci di Orbetello e Capalbio, abbiamo chiesto di mettere fine a questo giochino fatto di rimpalli di responsabilità e di progetti irrealizzabili che, in un modo o nell'altro, vanno sempre a ricadere sulle spalle dei cittadini. Adesso abbiamo voluto solamente prendere atto di una situazione che esiste e che era semplicemente inutile far finta che non ci fosse».
No quindi al progetto Sat che prevedeva la realizzazione dell'autostrada sopra l'attuale tracciato dell'Aurelia. «È un'infrastruttura che ceduta in concessione vale oltre 2 miliardi. A questi andranno poi aggiunti molti altri denari. Ecco perché a questo punto conviene che l'opera sia realizzata dallo Stato e che la nuova strada rimanga di proprietà pubblica, senza pedaggio e con minore impatto ambientale». Questo il senso delle parole di Bonifazi. Ovviamente d'accordo anche i sindaci di Capalbio e Orbetello. Nelle prossime settimane la nuova proposta sarà esaminata in un'assemblea dei sindaci con la speranza che già a gennaio si riesca a incontrare il governatore Enrico Rossi. Anche se la partita, di fatto, si gioca a Roma.
Nel frattempo Orbetello ha confermato di aver presentato ricorso al Consiglio di Stato, insieme all'associazione Colli e Laguna, contro la decisione del Tar sulla delibera Cipe che riguardava proprio il tracciato presentato da Sat. «La soluzione definitiva alla viabilità del nostro territorio è l'intermodalità – spiega Monica Paffetti, sindaco di Orbetello – mettendo in rete tre strumenti: la messa in sicurezza del tracciato, il potenziamento dei collegamenti ferroviari e la realizzazione del corridoio ciclabile tra Livorno e Civitavecchia. È ormai chiaro che il progetto dell'autostrada Tirrenica è irrealizzabile, per difficoltà economiche, per la mancata volontà dello Stato e per il danno irreparabile che l'opera arrecherebbe a cittadini e aziende del territorio».
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