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Autostrada, dietrofront della Provincia: "Non serve più, basta sistemare l'Aurelia"
Il presidente Bonifazi: "Non ci sono i soldi, conviene che lo Stato metta in sicurezza gli incroci e potenzi la ferrovia" - Tutti gli articoli sulla Tirrenica
GROSSETO. Colpo di scena e cambio di rotta. Per il nuovo presidente della Provincia di Grosseto, Emilio Bonifazi, “non esistono più, oggi, le condizioni per realizzare un’autostrada che attraversi la Maremma. Non ci sono i soldi, non ci sono le condizioni”.
Facendosi interprete di un sentire comune ad amministratori e cittadini, ormai stanchi delle promesse e dei rischi (pedaggio in primis) su questo costoso intervento, Bonifazi e con lui il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, e il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori hanno avanzato una richiesta di adeguamento dell’Aurelia con minore impatto ambientale. Togliere gli incroci a raso, fare le complanari dove c’è bisogno e soprattutto soldi pubblici con la supervisione dell’Anas. Questi i desiderata contenuti nella nuova posizione della Provincia.
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La novità è emersa in un incontro con la stampa, convocata ad hoc nella mattinata di lunedì 15 dicembre, e a cui hanno partecipato anche i sindaci di Capalbio e Orbetello e il vicesindaco di Scarlino. No quindi al progetto Sat, che prevede la realizzazione dell’autostrada sopra l’attuale tracciato dell’Aurelia.
“È un’infrastruttura che ceduta in concessione vale oltre 2 miliardi. A questi andranno pioi aggiunti molti altri denari. Ecco perché a questo punto conviene che l’opera sia realizzata dallo Stato e che la nuova strada rimanga di proprietà pubblica, senza pedaggio e con minore impatto ambientale”. Questo il senso delle parole di Bonifazi.
Ovviamente d’accordo anche i sindaci di Capalbio e Orbetello. Nelle prossime settimane la nuova proposta sarà esaminata in un’assemblea dei sindaci con la speranza che già a gennaio il territorio riesca a incontrare il governatore della Toscana Enrico Rossi. Anche se la partita, di fatto, si gioca a Roma.
Nel frattempo Orbetello ha confermato di aver presentato ricorso al Consiglio di Stato, insieme all’associazione Colli e Laguna, contro la decisione del Tar sulla delibera Cipe che riguardava proprio il tracciato presentato da Sat.
E sulla stessa lunghezza d’onda c’è anche Legambiente. “Il progetto Tirrenica continua a essere un’opera dannosa e inutile per la Maremma, che ha invece bisogno di un’immediata apertura dei cantieri per la messa in sicurezza dell’attuale Aurelia. Siamo quindi soddisfatti per le parole di Bonifazi, Paffetti e Bellumori sulla richiesta di adeguamento dell’Aurelia”. “Invitiamo tutti i comuni della costa tirrenica, a partire da quelli maremmani – prosegue Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente - ad approvare in consiglio comunale un ordine del giorno che preveda l'immediata messa in sicurezza dell'Aurelia. Siamo in una situazione paradossale in cui non ci sono possibilità di realizzare il corridoio autostradale per mancanza di fondi, e ancora non si è avviato alcun percorso concreto per quella che rappresenta l’unica vera politica perseguibile di buon senso: la messa in sicurezza dell'Aurelia, che continua a essere una delle arterie più pericolose d’Italia. In alcuni tratti, infatti, continuano a esserci due corsie pericolosissime per gli automobilisti: bisogna eliminare gli ingressi a raso e abbandonare qualsiasi ipotesi di nuovo tracciato autostradale non realizzabile per i flussi di traffico diminuiti e per il costo esagerato. Occorre, infine, potenziare la tratta ferroviaria tirrenica e realizzare la ciclopista tirrenica”. Insomma per chi vive e amministra la Maremma bisogna tornare al progetto Anas 2000
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