Il Tirreno

Grosseto

LA STORIA

In lotta per salvare l’abete piantato 45 anni fa

di Sara Landi
L'abete piantato 45 anni fa vicino al palazzo condominiale (foto Bf)
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L'abete piantato 45 anni fa vicino al palazzo condominiale (foto Bf)

Il Comune e l’assemblea di condominio vogliono abbattere quell’albero di Natale che tre ragazzini avevano deciso di salvare dopo le feste, e uno di loro ora cerca di bloccare le motoseghe

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GROSSETO. Quante volte capita di vedere alla fine delle festività natalizie i cassonetti della spazzatura riempirsi di piccoli alberelli che hanno esaurito la loro funzione e vengono buttati via. Nel Natale del 1969 a Barbanella tre ragazzi decisero di scrivere una storia diversa e piantarono in giardino il loro abete. Non immaginavano che quell’albero non solo avrebbe attecchito ma sarebbe diventato una pianta vigorosa alta quanto quattro piani del vicino palazzo.

Ora però quell’abete in via Pirandello 12 rischia di essere abbattuto. A raccontarne la storia è Enrico Franceschetti, il più grande dei ragazzi che nel 1969 decisero di dare un futuro al loro albero di Natale. Ha una foto di quel giorno in cui posa sorridente accanto all’allora fidanzata Patrizia che ora è invece sua moglie, e che fa anche la mamma e la nonna. L’abete si intravede appena dietro le loro figure. «Io non abito più in quel palazzo dove sono cresciuto – spiega Enrico – ma ci vivono ancora mia mamma e altri familiari. L’albero ha continuato a crescere raggiungendo i quattro piani di altezza e alla sua base quattro anni fa è stata piantata una palma che poi è cresciuta».

Il 17 settembre scorso l’assemblea di condominio vota per fare richiesta al servizio verde pubblico del Comune di Grosseto di abbatterà l’abete «attualmente giudicato pericoloso», si dice per inciso nel verbale dell’assemblea. Tutti votano a favore del taglio tranne un condomino, il fratello di colui che quell’abete l’ha piantato quarantacinque anni fa. «Ovviamente – prosegue il verbale – la pianta sarà abbattuta solo con il nullaosta del Comune». Ma quella pianta è davvero pericolosa, chiediamo? «Se costituisse un pericolo per qualcuno sarei il primo favorevole all’abbattimento – dice Enrico – La questione è che la pianta è in salute, lo confermano anche gli esperti. Sta semplicemente invecchiando ma l’anzianità in questo caso è il suo pregio. E allora che si fa, si sopprimono tutti i vecchi per dare spazio ai giovani? Non sarebbe più logico spostare altrove la palma che è stata messa dopo, visto che ora è cresciuta, che insieme non possono convivere e che non si può certo spostare un abete di quattro piani?».

Tutte osservazioni di buon senso, quelle di Franceschetti, ma che appaiono solitarie rispetto all’orientamento del condominio che va dalla parte opposta. E il Comune dà ragione al condominio: l’autorizzazione all’abbattimento arriva. «Per loro è solo un volgarissimo albero di Natale come mi sono sentito dire – dice Franceschetti – ma per me oltre al legame affettivo c’è il fatto che si tratta di una pianta sana». A Enrico non torna neanche un altro particolare: «Il Comune autorizza l’abbattimento e indica la pianta con cui sostituire l’abete abbattuto, esattamente la palma delle caratteristiche di quella già presente nel giardino».

«Ho scritto al Comune e all’amministratore di condominio – spiega l’avvocato Roberto Vannetti a cui il signor Franceschetti si è rivolto tramite Legambiente per provare a salvare il suo abete – perché sono necessarie almeno due verifiche ulteriori, a cominciare dalla proprietà del terreno. Va appurato se si tratti davvero di corte condominiale o se non sia piuttosto terreno di proprietà comunale in utilizzo al condominio. L’altra verifica da fare è sullo stato di salute della pianta perché nella documentazione che ho potuto esaminare la sua pericolosità non è stata attestata da nessuno: non c’è nessuna prova di malattie o cedimenti della pianta».

Per il momento l’abbattimento è stato solo scongiurato. E, come si legge nell’appello di Enrico, a lottare accanto al loro abete restano quei «tre ragazzini ormai adulti che vogliono continuare a prendersi cura di un abete che si è ben preservato e che chiede solo di continuare a vivere per questo ed altri Natali».

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