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Il senatore contesta la multa dell’autovelox: si va in tribunale
Minzolini, ex direttore del Tg1 e parlamentare di Forza Italia, non vuole pagare. E la Provincia si deve costituire in giudizio a Roma
GROSSETO. Pagare non garba a nessuno. Figuriamoci poi se si parla di multe e se di mezzo c'è anche il ritiro della patente. Di fronte a una prospettiva così (contravvenzione, salasso economico, un mese senza mettersi alla guida) anche un facoltoso parlamentare decide di puntare i piedi, opporsi, combattere.
Il corpo di polizia provinciale di Grosseto, alla vigilia del 1° maggio del 2012 pescò il giornalista e politico Augusto Minzolini, oggi senatore di Forza Italia, lanciato su una strada a sud di Grosseto, elevandogli un verbalino poi lievitato a tre zeri. «Il signor Augusto Minzolini - scrive in una recente determina il comandante Luciano Bartoli - infranse l'articolo 142/9 del codice della strada e la contravvenzione è stata poi puntualmente iscritta a ruolo per la riscossione coatta, poiché il contravventore non ha provveduto al pagamento entro i termini di legge». Per inciso la vettura del giornalista superava di oltre 40 km orari i limiti massimi di velocità, il che presuppone il pagamento di una somma da 527 a 2.108 euro, la decurtazione di 6 punti e la sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.
Dall'autovelox alla cartella esattoriale passano due anni e mezzo. Ora il senatore Minzolini si è fatto vivo attraverso un legale, notificando all'amministrazione provinciale di Grosseto l'atto di citazione in opposizione all'esecuzione presso il Tribunale civile di Roma. L'udienza è fissata per il prossimo 4 marzo. Sì, perché in Maremma la polizia locale non ha affatto intenzione di mollare. Le motivazioni dell'opposizione vengono ritenute infondate sia dal dirigente che dall'avvocatura provinciale. Per questa ragione l'ente si è attivato per costituirsi in giudizio fino all'eventuale fase esecutiva. Nel frattempo, in attesa del pronunciamento del giudice, è stato Palazzo Aldobrandeschi a tirare fuori 310 euro per eleggere il domicilio nel distretto di Roma. In Italia, d'altra parte, le cose funzionano in questo modo.
Il senatore, rintracciato al telefono, si è mostrato disponibile a commentare questo imprevisto. «Guardi, confermo di aver preso una multa un paio di anni fa in provincia di Grosseto, dove vengo 3-4 volte all'anno, ma credevo che fosse tutto risolto. Non è la prima volta, peraltro, che la mia vettura viene immortalata dall'autovelox e, come negli altri casi, ricevute le notifiche, li ho subito girati a un avvocato di fiducia perché valutasse il da farsi». Minzolini, sulla cartolina verde arrivata da Grosseto e sui successivi avvisi, non ha molto da aggiungere. «Sinceramente non ricordo né l'importo della contravvenzione, né se c'erano ulteriori sanzioni riguardo alla patente. Comunque mi faccia dire che queste postazioni disposte lungo le strade servono spesso a fare cassa e a volte non risultano neppure a norma di legge. Si tratta di odiose gabelle. Non mi riferisco al caso specifico, ma prima di pagare credo che sia sempre opportuno informarsi bene».
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