I minatori di Baccinello ricordati con una targa
SCANSANO. Una cerimonia semplice e toccante per ricordare i venti minatori deceduti nella miniera di Baccinello-Cana il 5 dicembre 1919. Organizzata dalla pro loco di Baccinello, all’inaugurazione...
SCANSANO. Una cerimonia semplice e toccante per ricordare i venti minatori deceduti nella miniera di Baccinello-Cana il 5 dicembre 1919.
Organizzata dalla pro loco di Baccinello, all’inaugurazione ha partecipato il sindaco di Scansano, Sabrina Cavezzini, e un rappresentante del sindaco di Roccalbegna. La targa scolpita da un artigiano su una lapide marmorea con incisi i nomi dei 20 minatore deceduti nella miniera di Baccinello-Cana, il primo il 5 dicembre 1919, l'ultimo il 29 agosto 1958 è stata scoperta ieri mattina.
La cerimonia chiude un percorso di amore per la memoria, iniziato oltre 10 ani fa da alcuni ex-minatori che si sono impegnati per non disperdere un patrimonio di lavoro e anche sofferenza durato per oltre 40 anni, quanti furono quelli in cui la miniera fu in attività.
In particolare il monumento commemorativo è stato finanziato dall’associazione Amici di Sandrone, l'ominide trovato nell'agosto del 1958 nella miniera stessa. L’associazione ha avuto in questi anni il fine di raccogliere fondi proprio per finanziare questo momonumento ai caduti del mondo del lavoro di miniera e per costituire un primo nucleo di reperti da destinare al progettato centro di documentazione della miniera di Baccinello-Cana che l’amministrazione comunale e la pro loco di Baccinello vorrebbero costituire a Baccinello. Nel 2016 infatti, ricorre il centenario dell’ apertura della miniera di tempo non ne rimane molto.
Alla cerimonia è intervenuta numerosa la popolazione di Baccinello ma, soprattutto, una folta rappresentanza di lavoratori e lavoratrici della miniera stessa che hanno voluto arricchire la loro presenza con brevi e toccanti ricordi.
Tra le persone intervenute, da segnalare Valeriano Cosci, figlio di Ivo Cosci, minatore deceduto il 6 ottobre 1941 mentre tentava di soccorrere altri minatori vittime di uno scoppio di gas in profondità (in totale i morti furono 6), per questo sfortunato atto di eroismo, Ivo Cosci fu insignito, alla memoria, di una medaglia d'oro alla al valor civile.
Una cerimonia, quella di ieri mattina nel piccolo centro delle colline maremmane, che ha segnato in qualche modo un’intera comunità che ha avuto il coraggio di reagire a quella disgrazia continuando a coltivare la memoria di quel sacrificio fatto di persone che sono morte per il loro lavoro.
È la lezione di attaccamento alle radici e di amore per la memoria quella che arriva dall’iniziativa dell’associazione e della pro loco. Memoria per una tragedia che ha segnato l’intera comunità e che oggi torna a farsi conoscere anche dai più piccoli grazie a quella targa scolpita con il cuore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
