Il Tirreno

Grosseto

È l’8 dicembre: Porto Santo Stefano non dimentica le bombe assassine

È l’8 dicembre: Porto Santo Stefano non dimentica le bombe assassine

È un ricordo che svanisce, evapora, non è più: 8 dicembre 1943, festa dell’Immacolata, una data che alle generazioni nate dopo la seconda guerra mondiale dice poco o nulla. Una data che ormai parla...

1 MINUTI DI LETTURA





È un ricordo che svanisce, evapora, non è più: 8 dicembre 1943, festa dell’Immacolata, una data che alle generazioni nate dopo la seconda guerra mondiale dice poco o nulla. Una data che ormai parla solo al cuore dei santostefanesi ultraottantenni. Quell’8 dicembre, per la prima volta, improvvisamente, le fortezze volanti degli alleati scaricarono sul capoluogo dell’Argentario una micidiale pioggia di bombe. A quel bombardamento ne seguirono un altro centinaio con il risultato di distruggere Porto Santo Stefano ma di non arrestare il flusso dei rifornimenti dei tedeschi per il fronte di Cassino. In quel primo bombardamento rimasero danneggiate le strutture portuali, e distrutta la zona Valle-Cetina. Morirono, fatti a pezzi dalle esplosioni, una settantina tra santostefanesi e persone forestiere che, in quel tragico pomeriggio erano lì. La foto mostra, meglio di qualsiasi racconto, cosa fu l’8 dicembre 1943 per Porto Santo Stefano. (r.v.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino