Il presidio
Ore di angoscia per Alice La sorella è volata in Honduras
La ragazza è ancora in gravi condizioni all’ospedale e forse dovrà essere operata di nuovo Castiglione intanto attende il rientro della salma di Samuele Pandolfi, il marito morto nello schianto
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Sono sempre molto gravi, anche se stazionarie, le condizioni di Alice Borsetti, la moglie di Samuele Pandolfi morto in un incidente stradale giovedì in Honduras.
Alice, impiegata nell’agenzia di assicurazioni Cattolica a Castiglione della Pescaia, è stata ricoverata in una clinica dopo il terribile schianto della coppia, che era in sella ad una motocicletta, e che si è scontrata con un pulmino sulla “carretera Panamericana”. Nell’ultimo contatto telefonico fra i familiari, con la linea purtroppo non stabile e disturbata, le notizie raccontano di una ragazza comunque vigile, che ha anche sorriso ai parenti e alla sorella appena arrivata in ospedale.
In vacanza da metà novembre per una gita aspettata da tempo, grazie anche alla comunità dei Testimoni di Geova a cui i due appartengono e che proprio in Honduras ha molti proseliti, la coppia castiglionese sarebbe rientrata in Italia proprio in questo fine settimana. Purtroppo invece, una delle ultime uscite, per andare a visitare una fiera paesana, gli è stata fatale: Samuele Pandolfi, 30 anni, elettricista nella ditta dei fratelli Pastorelli, alla guida di una moto non ha potuto evitare un furgoncino che arrivava in direzione opposta (ma sulla dinamica sta ancora indagando la polizia e i primi riscontri sarebbero diversi da quanto riportato dai media locali, con un testimone oculare che avrebbe assistito a tutta la scena), sulla strada che dalla capitale Tugucicalpa va in direzione Choluteca nella zona Nueva Arcadia a Cerro de Hula. Un frontale che non ha lasciato scampo al ragazzo, morto sul colpo. Alice Borsetti che era sul sellino posteriore ha invece riportato forti traumi in tutto il corpo. Ai soccorritori è parso chiaro che la ragazza era in fin di vita.
La moto era infatti distrutta, e il parabrezza del furgone era sfondato. Alla fine è stata ricoverata in una clinica privata e sottoposta a due interventi chirurgici: il primo per un’emorragia interna, molto probabilmente per la perforazione dell’intestino, e poi per altre fratture. A preoccupare i sanitari però, sono state le condizioni del collo: forse il trauma più pericoloso di tutti. Nelle ore successive i dottori stavano pensando di intervenire ulteriormente, ma tutto è ancora in fase di evoluzione, e l’attesa è per far alzare i valori della ragazza. Quel che è certo che i familiari della ragazza e di Samuele sono arrivati in Honduras e oltre a pensare al trasporto della salma del giovane castiglionese, ci saranno poi da prendere delle decisioni in merito alle condizioni di Alice. Le notizie rimangono tuttavia frammentarie, considerando anche le otto ore di differenza di fuso orario. A seguire la vicenda anche l’ambasciata italiana, che ha messo a disposizione alcuni funzionari per assistere i familiari, con la Farnesina in continuo contatto con l’Honduras.
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