Il presidio
Matteo Bognomini è nuovo presidente del partito socialista
CASTEL DEL PIANO. Nuovo segretario e nuovo direttivo per il Psi di Castel del Piano, che il 27 novembre ha deciso i nuovi vertici. L’assemblea ha dunque eletto come nuovo segretario Matteo Bognomini,...
CASTEL DEL PIANO. Nuovo segretario e nuovo direttivo per il Psi di Castel del Piano, che il 27 novembre ha deciso i nuovi vertici.
L’assemblea ha dunque eletto come nuovo segretario Matteo Bognomini, che subentra al segretario uscente Salvatore Panebianco che non si è ripresentato.
Panebianco, infatti, come spiega lui stesso, era stato segretario subito dopo le dimissioni di Giulio Bai e adesso preferisce lasciare ad altri questo impegno.
«Intendo portare avanti al meglio il mio ruolo amministrativo di vicesindaco e assessore al bilancio - spiega - e lascio a altri questo ruolo di segretario. Ma rimango nel direttivo».
Il nuovo direttivo eletto nella sezione Psi Amiata è composto, infatti, da Salvatore Panebianco, Giulio Bai, Carlo Pulcini e Mario Monaci.
All’assemblea era presente il segretario provinciale Psi Francesco Giorgi e il responsabile dell’organizzazione provinciale Leo Niccolini.
Il neo segretario Matteo Bognomini dichiara.
«Cercherò di lavorare con passione e impegno per donare alla sezione una nuova giovinezza. Un onere e un onore per me che vado a rappresentare la grande tradizione socialista di Castel del Piano e dell’Amiata che hanno voluto affidarmi un compito che spero di non deludere».
Era presente all’assemblea anche Rio Tonelli, memoria storia del partito socialista amiatino ed ex sindaco di Castel del Piano.
«Una presenza molto gradita, la sua, commenta Bognomini, che ha stimolato il dibattito con una lucida analisi politica».
Dal canto suo Rio Tonelli, così sintetizza il suo intervento: «Ho fatto presente vari questioni amiatine, dall’Unione dei comuni, ai servizi e in particolare alla strada del Cipressino a proposito della quale si parla da oltre 50 anni. Si pensi che quando era presidente della provincia Mario Ferri, socialista storico, negli anni ’60, era stato predisposto già allora un primo progetto per questa strada che oggi, sembra sia diventata la novella dello stento. Cosa che l’Amiata - conclude Tonelli - non si merita». (f.b.)
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