Il presidio
Mobbing a vigilessa Comune condannato a pagare 26mila euro
L’ex poliziotta municipale contesta un demansionamento L’ente lagunare ha deciso di ricorrere contro la sentenza
ORBETELLO. Il Comune di Orbetello è stato condannato a pagare circa 26 mila euro per danni professionali a Civita Masone, ex vigile urbano. E ha deciso di fare ricorso. La sentenza che condanna il municipio è stata emessa dal giudice del tribunale di Grosseto, sezione lavoro, il 9 settembre: 26mila euro da corrispondere alla donna a titolo di danni professionali, non patrimoniali e di indennità di preavviso a cui vanno aggiunte le spese di giudizio che il giudice ha liquidato in 2 mila euro.
I fatti contestati non risalgono all’attuale amministrazione. La sentenza pronunciata dal giudice del Tribunale di Grosseto fa riferimento a un demansionamento dell’agente che per un periodo di circa 18 mesi sarebbe stata impiegata non come vigile urbano bensì come messo notificatore. Il Comune, all’epoca, non aveva fra le sue fila questa figura professionale e dato che alcune ordinanze dovevano essere notificate da un pubblico ufficiale, questa mansione venne affidata alla donna che, vista la decisione di ricorrere alla giustizia, non gradì la sua nuova seppur temporanea professione. Le richieste del vigile non si sarebbero però limitate a un risarcimento per il demansionamento. Lei ha citato il Comune di Orbetello anche per mobbing in quanto, stando alle richieste presentate, avrebbe ricevuto dall’ente dei comportamenti da lei stessa ritenuti lesivi della propria professione.
Da questo punto di vista, però, la maggior parte delle domande presentate da lei furono rigettate dal giudice a seguito della documentazione difensiva presentate dal Comune. La vigilessa poi fece registrare circa mille giorni di assenza dal lavoro per malattia facendosi curare anche all’estero. Per cercare di venire a capo della situazione venne coinvolta l’ambasciata, visto che mandare una visita fiscale all’estero non era cosa agevole. Dopo alcuni anni di assenza la donna si licenziò decidendo di dare il via al suo percorso giuridico contro il Comune.
La Masone non avrebbe mai avuto la qualifica di vicecomandante ma avrebbe svolto le veci del comandante della polizia municipale solo nei casi di impedimento o assenza del comandante stesso ma solo perché scelta dal comandante stesso e non perché esistesse una sua qualifica a vice comandante della polizia municipale. Il suo ruolo sarebbe sempre stato quello di semplice vigile urbano. Il Comune di Orbetello ha deciso di fare appello anche nei confronti della sentenza di settembre dato che per l’avvocato incaricato dal Comune, Nicola Tamburro, non ci sarebbero nemmeno i presupposti per accogliere questa richiesta che ha condannato l'ente al pagamento dei 26 mila euro.
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