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Indagini sulle cartelle cliniche della mamma morta sotto casa
La procura acquisisce i documenti dai familiari di Mirelquis Valentino Portuondo, la donna di 42 anni uccisa da un malore ancora senza spiegazioni. Incarico a un perito, ancora rinviata l'autopsia: i funerali non prima del 9 dicembre
CASTIGLIONE. Ancora un rinvio per l’autopsia sul corpo di Mirelquis Valentino Portuondo, la mamma di 42 anni, di origine cubana e insegnante di balli latino americani in una scuola grossetana, morta nella serata di giovedì 27 novembre a Macchiascandona al culmine di una crisi respiratoria.
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Nella mattinata di martedì 2 dicembre, infatti, la procura di Grosseto ha incontrato il compagno di Mirel, Ciro Cozzolino, chiedendo copia delle cartelle cliniche della donna e predisponendo gli esami autoptici per venerdì mattina, o al più tardi per martedì 9 dicembre, dopo il ponte festivo. In ogni caso dunque, i funerali della sfortunata quarantaduenne, non si potranno svolgere prima della metà della prossima settimana.
A rendere necessario qualche giorno di attesa la richiesta da parte degli inquirenti di capire bene cosa sia accaduto, ripartendo proprio dalle visite specialistiche che aveva sostenuto Mirelquis Valentino fin dal mese di giugno, quando forse degli attacchi d’asma avevano iniziato a manifestarsi con più insistenza, e avevano consigliato la donna a presentarsi all’ospedale di Grosseto per accertamenti.
La tragedia giovedì poco prima delle 20: insieme a Ciro Mirelquis stava rientrando a casa a Macchiascandona, e in pochi minuti una violenta crisi l’ha portata all’incoscienza. Inutili i tentativi di rianimarla da parte dei sanitari della Croce Rossa. Mirelquis è praticamente morta fra le braccia del marito senza più riprendere conoscenza. Da qui la decisione della famiglia di andare più a fondo sulla vicenda, chiedendo un’indagine scrupolosa e un’autopsia accurata.
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L’avvocato Claudio Cardoso è stato incaricato di seguire tutti gli iter procedurali, con la dottoressa di famiglia Ianetta Giannotti che parteciperà agli esami come medico di parte. Pare inoltre che la procura abbia chiesto l’intervento di un esperto proveniente da Roma, proprio per non lasciare nulla al caso, e per fare definitivamente luce sulla tragedia improvvisa. Ed è forse anche per questo che l’autopsia è stata rimandata di alcuni giorni.
Lo stesso Ciro Cozzolino lo ha ribadito agli inquirenti durante l’interrogatorio informativo a cui è stato sottoposto - «E’ un atto dovuto, l’ho chiesto e lo devo fare anche per dare una risposta a nostro figlio, per conoscere senza dubbi di cosa è morta la sua mamma. Poi potremo seppellire Mirel, e anzi approfitto per ringraziare i tanti amici e conoscenti che in queste ore mi hanno chiamato».
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