ALBINIA. Furto da 30mila euro in un centro di rimessaggio barche alla Fornace, vicino alla Barca del Grazi. Il furto, che ha il sapore particolarmente amaro della beffa, è avvenuto nella notte fra lunedì e martedì.
I ladri sono entrati tagliando la rete di recinzione del rimessaggio, hanno parcheggiato il furgone nella parte posteriore del fabbricato e hanno iniziato a vedere se ci fosse qualcosa che potesse fare al caso loro. Il derubato era impegnato a controllare il territorio e a “sventare” altri furti. E purtroppo è in quel frangente che ha subìto il suo.
«Forse i ladri non sapevano bene cosa ci fosse dentro i magazzini – dice la vittima del colpo, titolare del rimessaggio, Abramo Mazzuccato – e hanno guardato dentro attraverso una finestrella laterale». I ladri, con uno scaleo, hanno ispezionato bene l’interno e hanno poi deciso di agire. Per entrare nei locali in cui sono custodite le imbarcazioni e i motori hanno forzato e rotto una saracinesca. Una volta entrati si sono messi all’opera. «Hanno portato via due motori – dice il titolare affranto – e hanno fatto un gran macello dentro il rimessaggio, non so quanto grasso ho levato».
Abramo è abbattuto, sconsolato e arrabbiato: non sa darsi pace. Durante la notte infatti, da quando i ladri hanno preso di mira i rimessaggi delle barche, ha organizzato insieme ad altri delle ronde. «La notte vigiliamo – racconta – perché cerchiamo in qualche modo di aiutare le forze dell’ordine facendo dei giri nelle zone in cui ci sono i depositi delle imbarcazioni. Tra lunedì e martedì stavo per venire al capannone ma poi – dice l'uomo – mi hanno chiamato perché sembrava ci fossero degli strani movimenti altrove e allora non sono venuto alla Fornace».
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Uno scherzo del destino, dunque, che non lo ha fatto andare a controllare la propria sede, dove poi i malviventi sono entrati. Il danno è ingente se si considera che l'uomo è stato anche vittima di due alluvioni, sia nel 2012, quando le barche ricoverate nel rimessaggio furono coperte da tre metri di acqua e fango, sia lo scorso 14 ottobre quando l’acqua è stata minore, “solo” un metro, ma il danno c’è stato lo stesso.
«Ho impiegato 20 giorni per togliere il fango dai motori – dice Mazzuccato – per poi ritrovarmi così». Lo scoramento è tanto e tanta è la rabbia per l’impotenza per non poter fare niente. Mazzuccato si considera anche fortunato perché - sostiene - «poteva andare ancora peggio». Pare infatti che i ladri siano stati disturbati da qualcosa o da qualcuno. «Ieri sera c’erano tante pattuglie in giro – racconta – perché ci sono stati dei furti anche di attrezzi agricoli in alcuni poderi».
Disturbati, dunque quel tanto che ha impedito loro di proseguire il furto non solo nel rimessaggio di Mazzuccato ma anche in quello accanto. Alla Fornace i depositi sono due: stesso edificio diviso in due parti. «Nel rimessaggio accanto - continua – hanno tentato di rubare altri due motori ma per fortuna non ce l’hanno fatta e li hanno lasciati, forse messi in fuga dai movimenti lungo la regionale 74 accontentandosi del bottino che avevano». Il danno è dovuto anche al fatto che per rubare i motori marini vengono tagliati i cavi che collegano l’alimentazione alla strumentazione delle barche. Un tentativo non andato a buon fine in una zona già visitata dai ladri e - per due volte - dalla furia dell’Albegna. Adesso i titolari chiedono giustizia.