Era stato lui ad organizzare la “girata” a San Martino
MANCIANO. La cacciata in cui è rimasto ucciso Isoliero Giuliani è una battuta anomala. A dire la verità è sbagliato anche chiamarla battuta. Si chiama “girata”. Si svolge con il cosiddetto “cane...
MANCIANO. La cacciata in cui è rimasto ucciso Isoliero Giuliani è una battuta anomala. A dire la verità è sbagliato anche chiamarla battuta. Si chiama “girata”. Si svolge con il cosiddetto “cane limiere”, un solo cane in grado di trovare gli ungulati e indirizzarli verso i tiratori, disturbando al minimo l'altra fauna presente nei boschi. Questo tipo di attività, finalizzata al contenimento dei cinghiali, è disciplinata dall'articolo 37 della Legge regionale 3/1994.
Ogni anno la Provincia organizza corsi per conduttore di cane Limiere e seleziona le guardie ambientali volontarie e le guardie venatorie volontarie per coordinare questi tipo di intervento.
Isoliero era una guardia storica del comprensorio Fiora-Albegna. Lo conoscevano tutti, a Pitigliano e non solo. Godeva della stima degli agenti della Provinciale e aveva un'esperienza importante nel coordinare questo tipo di attività. Al suo fianco ieri c'era Francesco Sensi.
Le guardie come Giuliani non usano il fucile. Si limitano alla fase organizzativa. Era stato proprio lui due giorni fa a fare la teleprenotazione, attraverso l'Atc 8, a seguito di una segnalazione di danni da parte di proprietari che insistono su quell'area sottoposta a divieto, cioè la zona di ripopolamento e cattura chiamata San Martino sul Fiora.
Quando è successa la disgrazia erano una quindicina i cacciatori abilitati che aspettavano i cinghiali messi in fuga dal cane limiere. Tra essi alcuni proprietari dei terreni che puntualmente subiscono i danni.
I piani di contenimento del cinghiale sul territorio provinciale esistono da sempre. A seguito dell'acuirsi dei disagi legati alla copiosa presenza di questa specie, la Provincia attua una strategia di abbattimento finalizzato alla riduzione della specie fino a un livello compatibile con le caratteristiche ambientali, le esigenze di gestione del patrimonio zootecnico nonché la tutela del suolo e delle produzioni agroforestali. La Legge prevede che certi interventi vengano effettuati in determinati periodi e rispettando una serie di prescrizioni. Al posto degli agenti di vigilanza il coordinamento e il controllo è delegato alle guardie volontarie. Una di loro (in questo caso Giuliani) viene individuato come responsabile dell'azione di contenimento, che si avvale di proprietari e cacciatori 'formati' delle squadre locali. (g.b.)
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