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Anche gli industriali ora sono “di area vasta”

Anche gli industriali ora sono “di area vasta”

Grosseto, Siena e Arezzo si uniscono: nasce Confindustria Toscana Sud Primo caso di fusione in Italia e prima presidenza all’aretino Andrea Fabianelli

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GROSSETO. L’aria vasta, l’hanno definita. Capace di risucchiare in sé intere amministrazioni, come il servizio sanitario, o settori un tempo di competenza provinciale o comunale, come i rifiuti. È il nuovo continente che racchiude i territori di Grosseto, Siena e Arezzo. Un orizzonte che ormai da più parti è stato disegnato come il futuro.

Sarà per questo che anche un’associazione di peso ha deciso di conformarsi alla nuova dimensione: con questo spirito è nata infatti Confindustria Toscana Sud, partorita (all’unanimità) dalle assemblee private delle rispettive sedi. Organizzazione, rilancio e comunicazione: sono questi i primi obiettivi della nuova “squadra”, nata a forte impronta aretina.

Sono serviti tre giorni e 1.100 aziende (traducibili in 38 mila dipendenti) per raggiungere il traguardo segnato già nel 2009 dall’allora leader Emma Marcegaglia con il suo processo d’integrazione. Le assemblee private sono state chiamate a esprimersi e per tre volte hanno detto sì, dando alla luce un’unica Confindustria, la prima fusione in Italia, tanto grande da coprire il 50 per cento della Toscana.

«Fino dall’inizio del lavoro comune l’obiettivo di fondo dell’intera operazione _ dicono i tre presidenti, rispettivamente Andrea Fabianelli (Arezzo), Paolo Campinoti (Siena) e Mario Salvestroni (Grosseto) _ è sempre stato quello di rafforzare la capacità di rappresentare gli interessi delle imprese del territorio di riferimento e di incidere maggiormente nelle scelte di politica industriale a livello locale, regionale e nazionale».

Sono tre gli obiettivi già fissati, partendo dall’integrazione tra le diverse organizzazioni e strutture, così da mettere a disposizione delle aziende «servizi sempre più innovativi e ad alta professionalità».

Poi c’è da ridisegnare la politica industriale del territorio, basata sulla tecnologia, l’accesso a nuove forme di credito e sulla modernizzazione delle relazioni tra imprese.

Infine, c’è da potenziare rappresentanza e comunicazione.

«Le tre associazioni hanno fatto un lungo percorso comune durato più di cinque anni, perché tali operazioni non si possono improvvisare», concludono i presidenti.

Un capitolo a parte lo meritano le nomine. La presidenza di Confindustria Toscana Sud è andata all’aretino Fabianelli, mentre Campinoti e Salvestroni sono stati nominati vice. Aretino è anche il direttore generale Massimiliano Musmeci, come tre membri su sette del comitato di presidenza. Altrettanti ne ha avuti Siena, mentre un solo posto è toccato a Grosseto con Giulia Palmieri. Maggioranza aretina anche nel nuovo consiglio generale con sette membri, seguita da Siena con sei e da Grosseto con appena tre esponenti (Dario Lolini, Daniele Morgante e Antonio Cappelli).

Ora non resta che ufficializzare la cosa. La prima assemblea si terrà entro l’autunno e nel corso della seduta di insediamento del consiglio generale, si provvederà ad avviare le procedure per la costituzione del consiglio di indirizzo etico e dei valori associativi. (a.f.)

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