Il Tirreno

Grosseto

Il 13 ottobre si decide il futuro di pneumologia

di Alfredo Faetti
Il 13 ottobre si decide il futuro di pneumologia

Massa Marittima, nulla di fatto ieri alla riunione tra Asl e sindaci sul Sant’Andrea Tutto rinviato alla riunione con la Sds. Intanto si chiede un consiglio aperto

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MASSA MARITTIMA. Tutto rimandato al 13 ottobre e l’unità complessa di pneumologia rimane in bilico tra Massa Marittima e Grosseto. È finito come previsto il tavolo di ieri tra l’Asl 9 e i sindaci delle Colline Metallifere: con un primo punto di confronto e un nulla di fatto nel concreto.

L’azienda, infatti, vuole portare avanti la riorganizzazione delle attività sul territorio provinciale, mentre i Comuni del nord della Maremma chiedono che nessun punto di eccellenza venga spostato dall’ospedale Sant’Andrea. Un primo punto di confronto, appunto. Utile anche per allargare la discussione a tutti gli aspetti sanitari che riguardano la zona, ma anche per entrare nello specifico delle dinamiche aziendali. Ma i sindaci incalzano. «Vorremo convocare un consiglio comunale aperto a tutti i sindaci delle Colline Metallifere a cui invitare il direttore generale dell’Asl 9 e l’assessore regionale alla Sanità Pierluigi Marroni» dice Marcello Giuntini.

L’impressione è che i Comuni vogliano fare un po’ di pressione all’Asl, cercando di far ritornare la direzione sui suoi passi, forti anche dell’interessamento del governatore Enrico Rossi, sollecitato dal segretario dell’Unione comunale Pd massetana Piero Boccuni.

Il caso è esploso ad agosto, quando una delibera dell’Asl ha paventato il trasferimento dell’unità complessa dal Sant’Andrea di Massa Marittima al Misericordia di Grosseto, trasformando la prima in «una sezione con grande autonomia». Garanzie che non bastano alle fasce tricolori, che ieri compatte hanno incontrato il direttore generale Fausto Mariotti, il direttore d’azienda e quello sanitario.

Massa Marittima, Follonica, Gavorrano, Scarlino, Montieri e Monterotondo: i Comuni della locale Società della salute uniti per bloccare il trasferimento. Servirà però aspettare scadenze precise. La prima è il 2 ottobre, quando a Marroni sarà presentata la relazione sanitaria dell’Asl 9. E fino a questo punto non verrà deciso nulla. Poi, il 13 ottobre, ci sarà la riunione della Sds Colline Metallifere e sarà forse l’occasione per riprendere il confronto.

Ma la presenza dell’assessore regionale è un’occasione che i Comuni non vogliono farsi scappare ed è per questo che è nata l’idea di un consiglio comunale aperto: per discutere della riorganizzazione e delle prospettive sanitarie nella zona. Altro argomento, questo, discusso ieri nella prima parte dell’incontro in cui si è parlato anche di chirurgia, degli altri reparti del Sant’Andrea, delle case della salute e di quelle di riposo. Ma il primo punto di confronto è stato utile anche per chiarire alcune dinamiche. E in questo senso, le parole spese da Rossi vanno a vantaggio della delibera Asl.

Infatti, ha detto il presidente della Regione, l’unità complessa in questione «è una struttura professionale aziendale». Una novità arrivata già nel 2010 e che ha portato tutte le unità (fatta eccezione per medicina e ortopedia) sono direttamente aziendali. Ergo, pneumologia resta sia a Massa Marittima che a Grosseto. Tant’è che il primario, Antonio Perrella, è già a capo nei due presidi. Passare da unità a sezione, insomma, non comporterebbe la perdita di alcuna attività oggi in forza al Sant’Andrea. Un impegno, questo, confermato dallo stesso Rossi. «Nei Patti territoriali, firmati a luglio 2013, si parla di mantenimento di tutte le attività pneumologiche nel presidio di Massa Marittima». Ed è su questo che i Comuni portano avanti la loro battaglia.

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