Il Tirreno

Grosseto

Lasciata in ospedale dopo la nascita: via all'iter per l'affido

di Gabriele Baldanzi
Lasciata in ospedale dopo la nascita: via all'iter per l'affido

La bambina sta bene e tutto il reparto le sta vicino. La mamma, in difficoltà, ha scelto di non portarla a casa

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GROSSETO. Una volta c'era la cosiddetta Ruota degli Esposti. Oggi la chiamano "Culla per la vita". Nel reparto di neonatologia dell'ospedale Misericordia di Grosseto, a fine estate, la cicogna ha portato un neonato in questa culla.

Come prevede la legge la madre, una giovane di nazionalità italiana, ha scelto di non tenere il bambino, di non riconoscerlo, lasciandolo però in buone mani, offrendolo alle cure dei sanitari e dei volontari che operano nel reparto. A monte - pare - una situazione di disagio. Di più non è dato sapere. Ed è giusto così.

La piccola - è una femmina - ha pochi giorni di vita. Nelle ore successive al parto la madre ha preso la difficilissima decisione. Ma qui, in ospedale, di 'genitori', di persone disposte a coccolarla e accudirla lei - Serena (il nome è inventato, all'anagrafe è stata registrata con uno diverso - ndr) - ne ha trovati tanti. A partire dai medici, le infermiere, i ragazzi e le ragazze che fanno volontariato al fianco dei piccoli degenti.

Non è la prima volta che accade. Negli ultimi 15 anni di casi di questo tipo se ne contano una mezza dozzina. Solo a Grosseto. Quasi sempre, dietro agli abbandoni, ci sono storie di disagio, problemi di salute del bambino o sociali (della famiglia).

Per Serena si aprirà a breve un nuovo capitolo di una vita iniziata in salita. L'azienda sanitaria, come da prassi, si è rivolta al giudice per favorirne l'affido e far sì che al più presto maturino le condizioni per l'adozione. Sono già trascorse le due settimane durante le quali la madre può ripresentarsi e ripensarci; è scattato quindi il percorso di affido, che precede lo status di adottabilità. Serena troverà presto una nuova famiglia, che si prenderà cura di lei e che, forse, un giorno le racconterà ciò che ora è troppo piccola per comprendere e ricordare.

Nel reparto di neonatologia del Misericordia Serena non è mai da sola. Tutto il personale dell'ospedale si occupa di lei, la trastulla. Ha delle splendide tutine e un biberon colorato. Sarà anche per questo che la piccola cresce a vista d'occhio ed è in buone condizioni di salute. A volte, in reparto, si fa quasi a gara per starle accanto o tenerla in braccio. Perché Serena sa ricambiare in modo infinitamente superiore ogni piccola azione che viene fatta per lei. Il suo sguardo dolce è contagioso.

La notizia, come accade in questi casi, ha travalicato subito le mura dell'ospedale e non mancano, anche qui in città, coppie disposte ad adottarla. Una famiglia ha chiesto perfino informazioni in ospedale. La procedura, però, non consente scorciatoie. Sarà il Tribunale dei minori a scegliere la sua nuova famiglia, sicuramente non a Grosseto.

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