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stragi di greggi

Gli allevatori chiedono i danni Partita ieri la raccomandata

GROSSETO. Tanto tuonò che piovve. Come avevano promesso, alcuni allevatori della provincia fanno scrivere dall’avvocato Elena Pellegrini una richiesta di risarcimento danni che è partita con lettera...

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GROSSETO. Tanto tuonò che piovve. Come avevano promesso, alcuni allevatori della provincia fanno scrivere dall’avvocato Elena Pellegrini una richiesta di risarcimento danni che è partita con lettera raccomandata ieri mattina e con cui chiedono i danni diretti e indotti, dovuti a predazioni.

La raccomandata è stata inviata ai ministeri dell’Agricoltura, dell’Ambiente, degli Affari regionali, al presidente della Regione Enrico Rossi e al presidente della Provincia dei comuni. Primo passo di quella che potrebbe essere un’azione futura in cui ogni allevatore potrebbe presentare ai destinatari il proprio conto, documentato da carte e documenti che dimostrano quante sono state le perdite subite: costi dei capi perduti, aborti delle pecore superstiti, mancata raccolta latte, smaltimento carcasse, mancata produzione di carne e latticini.

Danni patrimoniali ingentissimi che ha più che dimezzato la presenza delle aziende di allevatori nel territorio. Si pensi che nel solo Monte Labro delle 15 aziende che anni fa c’erano, oggi ne restano solo quattro. Una situazione che provoca l’abbandono dei terreni, la mancata pulizia dei fossi, il drenaggio dei campi, con grave rischio di frane e smottamenti.

Tutto questo viene fatto presente nella lettera raccomandata a cui i destinatari sono invitati a rispondere entro 60 giorni. «Visto l’immobilismo istituzionale – dice Giacomo Franceschelli che per primo ha lanciato l’idea di una denuncia extragiudiziale – proviamo così. Spero che per lo meno si riesca a farci capire dalle istituzioni e anche da tutti gli allevatori e le associazioni di categoria. Dispiace, infatti, che vi siano ancora allevatori che si nascondono e tacciono per paura di esporsi. Hanno paura a dire che la politica è contro il sistema agricolo. Noi che siamo andati dall’avvocato non abbiamo paura. Io ho deciso anche di non pagare le tasse perché prima lo stato deve pagare il suo debito a me (gli animali predatori sono dello Stato e quindi io devo essere risarcito) e solo se me lo pagherà io potrò pagare le tasse, aumentate del 300%. Il progetto Ibriwolf è fallito. È inutile che mi vogliano fare il regalo delle reti elettrificate proposte dal progetto Medwolf. Il gregge deve stare libero non in un lager. Non si accettano contentini. Solo i dovuti risarcimenti dei danni diretti e indotti». (f.b.)

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