I commissari Unesco: «Geoparco da rafforzare, ma didattica è “funny”»
GAVORRANO. L’unico appunto fatto dai valutatori dell’Unesco è stato di dover «strutturare meglio» la parte centrale. Ed è una gran bella soddisfazione per il Parco nazionale delle Colline Metallifere,...
GAVORRANO. L’unico appunto fatto dai valutatori dell’Unesco è stato di dover «strutturare meglio» la parte centrale. Ed è una gran bella soddisfazione per il Parco nazionale delle Colline Metallifere, 70mila visitatori all’anno e 8 comuni coinvolti, che la scorsa settimana si è visto assegnare il cartellino verde dell’Unesco, ovvero la conferma dell’inserimento nella rete dei geoparchi europei Unesco e nella ancor più prestigiosa Rete globale dei geoparchi.
Tutti i requisiti chiesti dall’Unesco e realizzabili dal geoparco, infatti, sono stati raggiunti. L’unica «pecca» è stata ritenuta appunto un management centrale non abbastanza strutturato. Il geoparco, presieduto da Luca Agresti e diretto da Alessandra Casini, non ha infatti nemmeno un dipendente. Tutte le 28 persone che ci lavorano lo fanno con contratti di collaborazione o appalto. La stessa direttrice è dipendente del Comune di Gavorrano “prestata” al 50 per cento al parco. Ma vaglielo a spiegare ai due commissari, l’inglese Chris Woodley-Stewart e l’irlandese John Galloway, come vanno le cose in Italia, dove a un gioiello come questo il governo ha tagliato della metà i fondi (da 500 a 250mila euro).
«Abbiamo avuto 3 ore di faccia a faccia sul management – ha spiegato la direttrice Casini ieri in una conferenza stampa a Grosseto per parlare di questo riconoscimento – e la richiesta è stata di essere più strutturati a livello centrale con persone dedicate al 100 per 100 al Parco».
I commissari, spiega ancora Casini, hanno molto apprezzato la didattica che viene fatta al Parco minerario, che Woodley-Stewart – proveniente da una nazione dove la didattica museale ha una tradizione importante – ha definito «funny», divertente, com’è nel modello anglosassone. È piaciuto anche l’entusiasmo delle guide e l’uso crescente dell’inglese nei cartelloni e nelle audioguiede.
Ma la rete, spiega Casini, serve soprattutto a crescere. Ed è per questo che, su input dei commissari, il Parco minerario si appresta a rafforzare, tra le altre cose, anche il lavoro sulla biodiversità.
«È un lavoro d’insieme, fatto da tutto il personale e gli operatori che in un momento di revisione della spesa hanno messo in campo strategie che hanno permesso ai valutatori di definire il nostro parco “an excellent geopark”», dice Agresti. «Questo riconoscimento è una grande soddisfazione per i Comuni – spiega Lidia Bai, sindaco di Massa Marittima e vicepresidente del Parco – per i quali è una palestra. Ed è il riconoscimento di un lavoro di rete, la cui struttura snella è anche un punto di forza». (f.f.)
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