Il Tirreno

Grosseto

Predatori in paese, una famiglia di canidi in piazza a Saturnia

di Fiora Bonelli
Predatori in paese, una famiglia di canidi in piazza a Saturnia

Per la prima volta avvistati in pieno abitato tre ibridi di lupo. Un testimone: «La femmina ululava, scriverò a Rossi»

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MANCIANO. Tre “lupi” in piazza. Non morti, ma vivi e vegeti. Piazza principale di Saturnia. Ore 8 del 2 settembre. A fianco della chiesa di Santa Maria Maddalena ci sono tre canidi e godono buona salute. A colpo d’occhio potrebbero essere anche lupi, chissà. Comunque non sono animali domestici. Potrebbero essere ibridi o randagi. Fatto sta che in quella piazza quei canidi non dovrebbero starci.

L’istantanea l’ha scattata col suo cellulare l’ingegner Paolo Ciacci che abita a Saturnia e stava uscendo da casa sua. Stupefatto si è trovato davanti una scena che mai avrebbe voluto vedere: tre animali, un maschio, una femmina e un cucciolo di qualche mese che sostavano a fianco della chiesa. Li ha fotografati e osservati. Dopo poco si sono allontanati passando per la Porta Romana, in pieno centro cittadino.

Il caso di predatori che si avvicinano sempre più ai centri abitati sta diventando pesante, inquietante e pericoloso per le persone e per gli animali domestici. Lo dice a chiare note l’ingegner Ciacci che è anche un allevatore più e più volte è stato predato nel suo gregge durante il corso degli anni.

«Conosco bene il fenomeno predatori nelle nostre campagne – spiega – la Maremma ne è sovraccarica. Ho avuto perdite pesantissime. Ma nel centro di Saturnia non credevo potessero arrivare. Gli animali che ho fotografato non so cosa siano. Io non ho mai visto un lupo da vicino, quindi non saprei definirli. So solo che erano senza collare, con atteggiamento tipico di animali selvatici. La femmina, poi, era davvero molto inquieta, ululante. Qualunque sia il loro dna, quegli animali lì non ci devono stare».

Cosa sarebbe successo, ad esempio, se una persona fosse andata in chiesa, o se qualcuno avesse portato un cane a passeggio? «Se stanno arrivando nelle nostre case – dice Ciacci – vuol dire che c’è qualcosa che non funziona. Un briciolo di senso di responsabilità da parte di chi si dovrebbe interessare di questi casi è il minimo. La cosa è gravissima anche se fossero randagi e non ibridi né lupi. Qui da noi non esiste nemmeno più l’accalappiacani. Se sono in piazza, ed è una bella famigliola, già un piccolo branco, vuol dire che qui vicino ha una tana, vuol dire che la femmina ha potuto allattare senza problemi e in tutta tranquillità. Se vengono in paese significa che in campagna non hanno cibo a sufficienza e dunque potrebbero diventare davvero pericolosi per la nostra incolumità. È un brutto segno questo ingresso nella piazza del paese senza alcun timore».

Paolo Ciacci avverte anche che ha già pronta una lettera al governatore della Toscana Enrico Rossi: «Gli segnalerò il fatto – spiega –. Avemmo un abboccamento a Firenze a giugno, per vedere di trovare soluzioni possibili a questo gravissimo problema predatorio. Gli chiederò a che punto è la soluzione della problematica, quali iniziative si è deciso di mettere in atto per questa che è da tempo un’emergenza per le nostre greggi e che adesso diventa un’emergenza anche per la salute pubblica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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