Il Tirreno

Grosseto

«La maestra non ha fatto quanto viene contestato»

di Pierluigi Sposato
«La maestra non ha fatto quanto viene contestato»

Maltrattamenti degli alunni, il difensore Mensi respinge le ipotesi accusatorie «Chiederò che gli accertamenti vengano estesi a tutti i bambini di quella classe»

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GROSSETO. «Quanto è stato contestato alla mia assistita non è ciò che è realmente avvenuto in classe. Questo è quanto ci sentiamo di poter dire con assoluta tranquillità».

Sono le parole dell’avvocato Michele Mensi, difensore della maestra sospettata di maltrattamenti per il comportamento da lei tenuto in una seconda classe di una scuola della nostra città. «Non è una persona che può tenere quella condotta - sente di potersi sbilanciare il difensore, interpellato dal cronista - Non è una persona che può rendersi responsabile di quei comportamenti».

E allora? «E allora c’è stato un fraintendimento - risponde il legale - Siamo fiduciosi di poter chiarire tutto già dai prossimi passaggi giudiziari».

L’insegnante non è stata interrogata nel corso delle indagini. Attende gli sviluppi dell’incidente probatorio in cui saranno sentiti 8 suoi alunni. «Chiederò invece che l’incidente probatorio venga esteso a tutti e 22 gli scolari», dice l’avvocato Mensi. Come a dire che, secondo la difesa, non tutti i bambini potrebbero confermare le versioni che hanno portato all’apertura di un fascicolo e all’iscrizione nel registro degli indagati.

La maestra è rientrata dalla malattia, conferma il legale, ed è a disposizione della direzione didattica. L’avvocato Mensi dichiara di non essere a conoscenza dell’altro procedimento penale, ancora per maltrattamenti, aperto in Procura né dell’iter clinico-amministrativo di cui la donna è stata al centro. Un iter aperto con una convocazione di fronte alla commissione medico legale che si è interrotto con un’archiviazione - assolutamente legittima perché conforme alla procedura - per il fatto che la donna non si è presentata né ha inviato la documentazione richiesta. «Posso soltanto dire che la mia assistita soffre di patologie gravi ma che non hanno nulla a che vedere con malattie mentali o comportamentali», si limita a dire l’avvocato Mensi.

Parole che dovrebbero tranquillizzare i genitori i quali invece si dichiarano quantomeno delusi dal fatto che l’iter, pur avviato responsabilmente dalle istituzioni, si sia interrotto senza un reale accertamento, lasciando molti nel dubbio. Anche perché agli atti del procedimento c’è un fatto similare lontano nel tempo, oltre quindici anni fa, che aveva visto la contestazione della medesima insegnante, all’epoca maestra di asilo in una struttura della provincia. I genitori si erano lamentati anche allora dei metodi della maestra, con argomentazioni non dissimili da quelle fatte mettere nero su bianco oggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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