La Tirrenica in stallo I politici: meglio così
Marras: c’è ancora da discutere. Stoppa: va sistemata l’Aurelia
ORBETELLO. Il completamento della Tirrenica non s’ha da fare. Sembrerebbe questo il destino della infrastruttura ritenuta una delle opere strategiche per il Paese. Scomparsi dal decreto Sblocca Italia i 270 milioni di euro di finanziamento pubblico. Il completamento della Livorno – Civitavecchia c’era a luglio e ora non c’è più e forse verrà riproposto nella legge di Stabilità entro fine anno. Una doccia gelata per chi ha sempre sostenuto e atteso quest’opera e un sospiro di sollievo, seppur momentaneo, per chi questa infrastruttura l’ha sempre osteggiata. Una sorpresa anche, forse, per lo stesso governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi dato che la Tirrenica è l’unica opera della Regione rimasta al palo.
Non commenta Enrico Rossi, almeno per il momento. Lo farà nei prossimi giorni, non appena – dicono dagli uffici fiorentini – «avrà studiato nei dettagli il decreto».
A commentare la scomparsa dei 270 milioni di euro che dovevano finanziare il progetto è, invece, il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras: «In linea di principio – dice Marras – non sono d’accordo nel finanziare con risorse pubbliche un’opera a pedaggio che ha tariffe così alte per chi la utilizza. Quindi fa bene il governo a pensarci ancora un po’». Ciò che però sembra interessare davvero Marras è la «discussione di merito: esenzioni dal pedaggio, complanari adeguate, tracciato lontano dai centri abitati». Una l’idea che si è fatto il presidente: «se ci fosse stato un confronto più aperto alle istanze del territorio, oggi ci sarebbero stati i cantieri in corso».
Riguardo ai finanziamenti Marras dice: «Aspettiamo la legge di stabilità e poi valuteremo. Ma se, come dice Sat, senza soldi non si fa, dovremo rivedere l'intervento. Se lo Stato, invece, trova le risorse allora quel progetto va migliorato e reso accettabile per il territorio. Noi siamo pronti al confronto di merito».
Soddisfatto Marco Sabatini, coordinatore Sel Grosseto. «Dopo le dimissioni di Antonio Bargone – dice Sabatini – lo stralcio del finaziamento di 270 milioni pubblici alla Sat non fa altro che confermare il clamoroso errore della realizzazione di un’opera inutile e dannosa pensata solo per far incassare il pedaggio dei maremmani a Sat. Il problema della sicurezza poteva essere già risolto da 14 anni con il progetto commissionato a suo tempo dalla Provincia di Grosseto. Noi anche con i nostri ex consiglieri provinciali Valentino Bisconti e Tiziano Baldanzi siamo stati dalla parte del territorio e della sua comunità contrastando un progetto che fa acqua da tutte le parti vista poi anche la carenza di approfondimenti in materia di rischio idraulico dopo gli avvenimenti del 2012 in un territorio che ancora attende risorse e interventi». I 270 milioni però in Maremma, secondo Sel, devono arrivarci lo stesso per mettere in sicurezza il territorio e rendere l’Aurelia più sicura.
Commenti arrivano anche da Orbetello in cui il lotto, il 5b (da Ansedonia a Fonteblanda) non ha ancora un tracciato approvato. A parlare è il vicesindaco Marcello Stoppa: «Il decreto è recente e non facile da commentare ma – dice – lascia pensare». Molteplici, secondo il vicesindaco, i fattori che potrebbero aver contribuito a tale conclusione: «Una contestazione a livello locale molte importante portata avanti non solo dalla popolazione ma anche dagli enti locali, fra cui proprio il nostro Comune – sottolinea Stoppa – , una procedura di infrazione aperta alla Comunità europea nei confronti della Sat, la crisi economica e la diminuzione del traffico, a mio avviso potrebbero aver significato che dato che gli obiettivi non sono tutti raggiungibili. Si sono date delle priorità e la Tirrenica non sarebbe più considerata tale».
Secondo Stoppa, nel territorio orbetellano, è impossibile non tenere conto di quanto successo nel 2012, un evento, l’alluvione che ha rimesso in gioco parzialmente l’impostazione dell’ente sull’autostrada. «Le cose sono cambiate – conclude – e anche per noi una seria messa in sicurezza potrebbe essere ottimale». Insomma, la Maremma sembra accogliere positivamente la scomparsa della Tirrenica.
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