Il Tirreno

Grosseto

«La Faenzi paladina delle piccole imprese mi fa un po’ ridere»

di Francesca Ferri

Fuoco incrociato tra il presidente Marras e la deputata «Le brucia che gli industriali le abbiano preferito la Mansi»

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SCARLINO. «Mi fa un po’ ridere che la Faenzi ora faccia la paladina delle piccole imprese e dell’ambiente visto l’uso che ha fatto del territorio quando era sindaco di Castiglione della Pescaia». Se la politica ha taciuto finora sulle emissioni fuori norma della Nuova Solmine – come denuncia il Forum Ambientalista – adesso per politici e amministratori la discussione sulla azienda scarlinese è argomento prediletto. Non tanto e non solo, però, per entrare nel merito della questione (su cui la Procura ha aperto un’inchiesta) quanto per attaccarsi a vicenda. Dopo che ieri la consigliera d’opposizione a Scarlino Monica Faenzi, deputata di Forza Italia, ha chiamato in causa il presidente della Provincia Leonardo Marras, del Pd, sostenendo che ha usato toni troppo soft nei confronti della Nuova Solmine, oggi Marras le risponde per le rime. «Se l’accusa che mi fa è di difendere le grandi industrie della zona del Casone – dice Marras – la prendo volentieri, perché la zona industriale è la ricchezza di quel territorio e dà lavoro anche all’indotto delle piccole imprese. Chi pensa di poterla sostituire, o ha la pancia piena o non sa che dice».

Marras rivendica il merito di aver rilasciato come Provincia «tutte le autorizzazioni ambientali per quegli impianti. Il fatto che vengano fuori queste cose (valori di sostanze pericolose per la salute doppi rispetto a quanto prescritto e mandati adeguamenti, nei tempi indicati, degli impianti, ndr) – dice Marras – è il frutto del lavoro di Provincia, Regione e Ministero che hanno alzato il livello di guardia».

Un livello di guardia che, tuttavia, a poco è servito a febbraio quando l’Ispra ha rilevato emissioni fuori norma. Alla popolazione questa informazione non è mai arrivata, eppure si tratta di sostanze pericolose come l’anidride solforosa e ossidi di azoto.

«Neanche la Provincia ne è stata informata – dice Marras – perché in caso di sforamento di valori o violazioni è previsto che l’Ispra lo comunichi direttamente alla Procura, non alla Provincia». Il coinvolgimento della Provincia in questo caso si ferma alla fase precedente, quando un rappresentante dell’ente – la dottoressa Patrizia Bernardini – è entrata nel gruppo istruttore che ha redatto per il ministero il parere istruttorio per l’Aia. «Questa pratica – dice Marras – è appannaggio del ministero perché si presume che esso tuteli maggiormente i controlli. Ma quel che è successo è la dimostrazione che ciò non è vero: se il controllo della Solmine fosse stato affidato alla Provincia, ovvero a un’autorità locale, i cittadini avrebbero potuto partecipare di più al controllo, sarebbero stati informati. E poi la Tioxide la autorizza la Provincia: che differenza c’è?».

L’obiettivo, per Marras, è «informare i cittadini, come già stiamo facendo con il visore che si trova in comune a Follonica dei dati in continuo sulle emissioni» e «garantire alle società la qualità del procedimento autorizzatorio, nell’esame e nei tempi». Insomma, una mano tesa alle industrie, le stesse che, chiosa Marras, «hanno punito la Faenzi il 24 maggio (quando la deputata ha perso le elezioni di Scarlino per 20 voti, ndr). È evidente anche che le brucia ancora il mancato appoggio degli industriali regionali nella sua corsa alla Regione: avevano puntato sulla Mansi (Antonella, figlia del presidente della Nuova Solmine Luigi e anche lei nel cda dell’azienda, ndr) e quando lei ha rifiutato, hanno appoggiato Rossi, non la Faenzi».

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