Il Tirreno

Grosseto

Salvato dall’ictus acuto grazie a una cura “pilota”

Salvato dall’ictus acuto grazie a una cura “pilota”

Un capillare lavoro di squadra tra le Asl di Grosseto, Siena e Arezzo ha permesso di intervenire tempestivamente su un paziente grave di 68 anni

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GROSSETO. Due pazienti - di cui uno grossetano di 68 anni - sono stati salvati dagli esiti di un ictus acuto grazie alla collaborazione tra gli ospedali di Siena, Arezzo e Grosseto. Un percorso innovativo per l’Italia.

A distanza di 7 giorni si sono verificati due casi brillantemente risolti grazie alla tempestività e al lavoro di squadra tra l’Aou senese e le aziende Usl8 di Arezzo e Usl9 di Grosseto, che hanno applicato un particolare percorso per il trattamento dell’ictus, chiamato “Drip and Ship”: sui due pazienti, un uomo di 33 anni di Arezzo e un uomo di 68 anni di Grosseto, è stata iniziata la terapia fibrinolitica per via endovenosa nei rispettivi ospedali e poi, tramite l’immediato intervento del 118, è proseguita durante il trasporto in elisoccorso a Siena, dove sono stati sottoposti a trattamento endovascolare di disostruzione meccanica delle arterie cerebrali presso la sala angiografica Neurointerventistica, coordinata dalla dottoressa Sandra Bracco e, successivamente, trasferiti nella Stroke Unit, diretta dal professor Giuseppe Martini. «In entrambi i casi – spiega Sandra Bracco - i colleghi dei rispettivi ospedali hanno prontamente avvertito i medici della Nint e della Stroke Unit dell’Aou senese, avviando un percorso terapeutico multidisciplinare innovativo secondo le più evolute strategie, già attuate in altri Paesi Europei». Si è trattato di una vera lotta contro il tempo per gli stretti limiti derivanti dalla cosiddetta «finestra terapeutica» di 6 ore, entro la quale è possibile salvare il tessuto cerebrale prima che si instauri la perdita definitiva delle funzioni neurologiche. «La particolare valenza di questo innovativo percorso dell’ictus - aggiunge Giuseppe Martini - deriva dall’eliminazione di possibili tempi morti nel trattamento in emergenza presso la struttura che accoglie il paziente, nell’immediata esecuzione dell’esame Tc, nella pronta somministrazione del fibrinolitico e nel tempestivo intervento del 118 che trasporta il paziente al centro interventistico endovascolare di riferimento, mentre è ancora in corso la somministrazione del farmaco che dura sessanta minuti». «Questo tipo di percorso, innovativo per l’Italia – conclude il professor Alessandro Rossi, direttore del dipartimento di Scienze Neurologiche e Neurosensoriali dell’Aou senese - è oggi possibile per il grande progresso delle tecnologie operatorie endovascolari e grazie al grande impegno, condivisione e collaborazione tra 118, dipartimenti di emergenza, neurologie, stroke unit e neuroradiologie delle aziende sanitarie di Siena, Arezzo e Grosseto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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