«Nella piana servivano le bonifiche, c’hanno fatto l’inceneritore»
Senza bonifiche ne va della salvaguardia dell’ambiente. La denuncia attiva dal Comitato per il No all’inceneritore che prende spunto dalla questione Solmine per ribadire gli errori del passato...
Senza bonifiche ne va della salvaguardia dell’ambiente. La denuncia attiva dal Comitato per il No all’inceneritore che prende spunto dalla questione Solmine per ribadire gli errori del passato soprattutto in materia di bonifiche e messa a norma degli impianti esistenti. «Le dichiarazioni della Solmine che indicano importanti investimenti in merito nel giugno 2014 possono dare rassicurazioni sul futuro rispetto delle prescrizioni ma, di contro, ne ammettono implicitamente la grave assenza sino ad oggi – spiega il comitato – qualunque dichiarazione di autoassoluzione degli enti pubblici e dei privati, purtroppo non potrà cancellare quanto subito dalla salute della popolazione, dei lavoratori e dall’ambiente». Al di là degli sviluppi futuri, continua l’associazione presieduta da Mario Monciatti, «ci preme sottolineare che tutto questo conferma le nostre convinzioni, tante volte espresse, che nella piana del Casone fossero indispensabili, anche perché richieste dalla legge, le bonifiche e la messa a norma degli impianti esistenti. Ciò avrebbe permesso la salvaguardia dell’ambiente e della salute e dei livelli occupazionali esistenti nell’industria. Oggi, invece, tutto questo è in crisi e sotto attacco in quanto, oltre a non vigilare adeguatamente, si è preferito, in spregio di una sentenza del Tar confermata dal Consiglio di Stato, dare l’autorizzazione a un nuovo impianto inquinante quale un inceneritore, classificato come fabbrica insalubre di prima classe, incompatibile con lo stato d’inquinamento della piana di Scarlino. Come da anni sosteniamo e come riconosciuto nelle succitate sentenze, la legge vieta la realizzazione di tali impianti in aree già inquinate, non bonificate e, aggiungiamo, a tutt’oggi sottoposte, come dimostrano le recenti rivelazioni, a un grave impatto ambientale e sulla salute».
Secondo il Comitato da ora in poi sarà più difficile per tutti garantire che «è tutto in regola e sotto controllo così come tranquillizzare i cittadini e continuare a demonizzare quanti desiderano , invece, tutelare e far convivere l’occupazione e la salute esigendo oltre al buon senso ed amore per la propria terra solo il rispetto della legge». (m.n.)
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