Il Comune chiede lo stato di calamità naturale
GROSSETO. «Abbiamo chiesto lo stato di calamità naturale, la Regione ha riconosciuto l’eccezionalità di quanto è avvenuto e ci attiveremo, anzi ci siamo attivati già da tempo, per migliorare la rete...
GROSSETO. «Abbiamo chiesto lo stato di calamità naturale, la Regione ha riconosciuto l’eccezionalità di quanto è avvenuto e ci attiveremo, anzi ci siamo attivati già da tempo, per migliorare la rete fognaria di Marina e della città, e migliorare anche i sistemi di sicurezza».
Il sindaco Emilio Bonifazi prova a chiudere con le polemiche nate con la Regione, per il mancato allerta meteo relativo al nubifragio di sabato e anche a quelle nate sui social network con i cittadini. L’evento – è evidente – ha sorpreso un po’ tutti, e ora si tratta di porre riparo. «Stiamo facendo una stima dei danni subiti dalle strutture pubbliche – dice Bonifazi – mentre, per quanto riguarda i privati, comunicheremo loro come mettersi in contatto con l’amministrazione per segnalare i danni arrecati dal maltempo. Richiederemo lo stato di calamità naturale e abbiamo già parlato con la Regione che ha riconosciuto l’eccezionalità della situazione che si è verificata e ha detto che sarà vicina. Vedremo anche di quantificare le risorse che potrà stanziare». «Le polemiche – prosegue Bonifazi – non servono ai cittadini: esiste un sistema complesso in cui la Regione ha una rete meteorologica, l’agenzia Lamma, che comunica mediante fonogrammi, telegrammi, fax, agenzie di stampa, non mediante sms che non è uno strumento che può allertare, soprattutto quando arriva dopo che le cose sono successe».
Peraltro proprio il bollettino del Lamma, aggiornato alle 9.02 di sabato, continuava a parlare di temporali e di venti deboli o moderati, nulla che potesse far presagire trombe d’aria e precipitazioni piovose che hanno toccato i 100 millimetri. Cosa si sarebbe potuto fare avendo avuto l’allerta meteo adeguato già venerdì sera? «Probabilmente – dice Bonifazi – si sarebbe potuto fare poco di più, ma avremmo potuto coordinare le forze in campo, invitare gli automobilisti a non mettersi in viaggio...». Gli allagamenti, però, non potevano essere evitati. «Quando il livello del mare supera le stesse fogne – dice il sindaco – queste non possono ricevere in alcun modo. E quando la buriana è passata si è visto che i tombini, anche in città, spesso erano ostruiti non solo per una manutenzione magari non sempre accurata, ma anche da foglie e aghi di pino che erano stati buttati già dal vento e dalla pioggia». Bonifazi spiega che l’amministrazione non fugge le proprie responsabilità, ma avverte che «serve un cambiamento culturale nel modo di intervenire, di fronte a precipitazioni più intense in brevi periodi. Occorrerà organizzarsi tutti meglio; anche i cittadini, perché in un momento così straordinario anche le oltre 100 persone che lavoravano sul territorio non erano sufficienti per essere ovunque».
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