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Il sacrificio del vigile per recuperare i resti di un diciannovenne
GROSSETO. I vigili del fuoco di Grosseto, ogni volta che sentono pronunciare la parola Formiche, non possono fare altro che tornare indietro nel tempo e accostare a quelli scogli, il nome do Paolo...
GROSSETO. I vigili del fuoco di Grosseto, ogni volta che sentono pronunciare la parola Formiche, non possono fare altro che tornare indietro nel tempo e accostare a quelli scogli, il nome do Paolo Carnicelli. Era lunedì 22 giugno 1987 quando uno dei migliori sommozzatori della caserma di Grosseto perse la vita durante un’operazione di recupero a 72 metri.
Paolo Carnicelli era di Castel del Piano. Era nato sull’Amiata, ma la passione per i fondali era stata più forte. E quando i genitori di Giuseppe Sgaragli, scomparso nel 1985 all’età di 19 anni dissero che un sub, durante un’immersione, aveva visto una muta. Cominciarono le immersioni di recupero e per diversi giorni Paolo Carnicelli e i suoi colleghi della squadra sommozzatori dei vigili del fuoco fecero su e giù su quei fondali per restituire alla famiglia di Roselle quello che restava del ragazzo innamorato del mare. Alcuni resti di Sgaragli erano rimasti dentro la muta che il ragazzo indossava due anni prima durante quell’immersione fatale. Trattenute sul fondale dai pesi che erano ancora lì, ancora intorno
Loro lo avevano individuato ed era alla fine dell’intervento, dovevano agganciarlo e recuperarlo. Erano le ultime battute di quella delicata operazione che sarebbe servita a restituire i resti del diciannovenne alla sua famiglia. Ma qualcosa non andò nel verso giusto. Paolo Carnicelli si sentì male e, quando i suoi colleghi lo riportarono a bordo della barca dei sommozzatori, era già morto.
L’incidente successe nel canalone tra la Formica media e la Formica grande. Là dove il fondale era di 72 metri, esattamente come quello che volevano esplorare ieri i sommozzatori arrivati da Perugia.
Aveva solo 43 anni, Paolo Carnicelli. Ma quella passione per il mare e per la profondità, come quel senso di abnegazione al lavoro aveva fatto in tempo a trasmetterla anche a suo figlio Fausto che oggi lavora nello stesso corpo. (f.g.)
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