Il Tirreno

Grosseto

Risonanza magnetica all’ospedale? «Passi fra nove mesi»

di Gabriele Baldanzi
Risonanza magnetica all’ospedale? «Passi fra nove mesi»

Giovane donna al Cup per prenotare l’esame alla testa Risposta choc: primo posto libero il 2 maggio del 2015

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GROSSETO. Nove mesi di attesa per una risonanza magnetica alla testa. Uno di quegli esami diagnostici che non viene certo prescritto se non ce n’è bisogno.

È la storia di una ragazza di 29 anni, che vive e lavora nell’entroterra grossetano. Il paradigma dei mille paradossi della sanità.

Il suo racconto è disarmante: «Nei giorni scorsi ho avvertito, improvvisamente, un forte mal di testa, formicolio nella parte sinistra del volto, poi esteso alla spalla e a un braccio. Mi sono preoccupata. Sono stata accompagnata al Pronto soccorso e per due giorni mi hanno tenuto al Misericordia. Ho fatto tac ed encefalogramma. Tutto negativo. Alla fine sono stata dimessa. Nel referto si parla di infiammazione del nervo trigemino, dovuto _ pare _ a un colpo di freddo. Tuttavia, d’accordo con il medico di fiducia, visto anche il ripetersi del mal di testa, i miei genitori hanno deciso di approfondire. Chi non lo farebbe? Così ieri abbiamo chiamato il Cup per prendere l’appuntamento per una risonanza magnetica alla testa. Risposta: 2 maggio 2015. Siamo rimasti allibiti».

Ma questa _ seppure “scandalosa” _ non è una novità. Era stato lo stesso assessore alla sanità della Regione Toscana, un mese fa, a dettagliare i tempi di attesa delle risonanze nelle varie Asl, nella risposta all'interrogazione di un consigliere regionale. Ebbene a Grosseto (Asl 9) per alcune tipologie di risonanza magnetica (in particolare cervicale e cranio) era stimato un tempo di attesa di oltre 260 giorni… Insomma nulla di nuovo sotto il sole.

«La cosa che più fa arrabbiare _ prosegue la ragazza _ è che subito dopo abbiamo chiamato il Vesalio e l'appuntamento ci è stato dato per domani. Ormai è inevitabile ricorrere a strutture private, visto i tempi di risposta del pubblico. Allo stupore, se permettete, si aggiunge l’indignazione. Tutto questo è assurdo, i risparmi sono auspicabili, ci mancherebbe, ma non solo sulle spalle dei cittadini e sul servizio sanitario».

Ma il caso della giovane riapre anche un altro fronte, sul quale da tempo insistono i vertici delle Asl, a cui si chiedono quotidiane economie. È lo sforzo nel diminuire il più possibile quelle risonanze magnetiche prescritte dai medici di base e che spesso poi non risultano utili ai fini della diagnostica. In questo modo i tempi di attesa, per questa tipologia di esame, sarebbero dimezzati.

«Mi chiedo _ conclude la ragazza _ chi è anziano o ha difficoltà economiche come avrebbe fatto al mio posto? Mi è stato anche detto che a Siena la lista di attesa risulta molto più breve, come è giusto. Anche questa è una stortura che fatico a comprendere visto che stiamo parlando dello stesso sistema sanitario regionale e addirittura della stessa area vasta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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