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Grosseto

Vincita record al Fencing, il fortunato resta nascosto

GROSSETO. Nei meandri del quartiere di Barbanella, a Grosseto, si aggira da tre giorni un tipo molto fortunato. E ancora rigorosamente anonimo. È il vincitore che ha sbancato al Superenalotto (733.812...

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GROSSETO. Nei meandri del quartiere di Barbanella, a Grosseto, si aggira da tre giorni un tipo molto fortunato. E ancora rigorosamente anonimo. È il vincitore che ha sbancato al Superenalotto (733.812 euro) azzeccando un cinque secco e un cinque Stella al Fencing bar di via Anco Marzio.

Chi è costui? L’identità non è stata svelata: in questi giorni non si è fatto vivo nel bar dove ha fatto il colpo grosso, anche se il proprietario Sergio Angeletti è convinto che sia «uno del quartiere». Per forza di cose: «I miei clienti - dice lui - sono quasi tutti gente di qua, salvo alcuni rarissimi casi di gente di passaggio...». Sarà per questo che tra gli abitanti della zona, nelle ultime ore, è cresciuta una certa inevitabile curiosità, nata dalla voglia di capire chi - gravitante in zona - sia stato baciato dalla dea bendata. Lunedì mattina in molti hanno bussato alla porta del bar - che quel giorno era chiuso - per tentare di carpire a Catalino (44 anni, rumeno addetto alle pulizie) un segreto “inconfessabile” che però nemmeno lui sapeva.

«Per tutta la mattina - spiega Catalino - si è affacciata gente a chiedere: sai chi è? Ma io non lo so...». Non lo sa neppure il proprietario, Sergio Angeletti, che con cordialità risponde al telefono spiegando che «qui da noi non è venuto nessuno a dirci di essere lui... E può darsi che non lo farà mai. La riscossione passa direttamente all’ufficio pagamenti di Roma, della Sisal. In ogni modo stiamo a vedere: in questa settimana siamo sempre aperti». Tutt’intorno, nel frattempo, sono in molti ad avventurarsi nel toto vincitore. Studente, impiegato? Casalinga? Si sono presentati in decine a chiedere. «Di sicuro io non sono io - dice Catalino - perché se lo fossi me ne tornerei in Romania, da dove me ne sono venuto qua a Grosseto a cercare lavoro». Non è neppure Loris Pandolfi, proprietario di un negozio di mangimi lì accanto, in via Fabio Massimo. «Avendo fatto studi di ingegneria e statistica - dice - non gioco al Superenalotto perché so per certo che la mia probabilità di riuscita sarebbe bassissima...». Una su cento milioni, per l’appunto. Che detto "in parole povere equivale a un gran sed...», come prova a mimare Carlo Zella, 71 anni pensionato, allargando le braccia fino a disegnare un’inconfondibile sagoma.

Elisabetta Giorgi

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