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GIOVANE MORÌ CADENDO DA UN MURO

Tragedia a Forte Belvedere, confermati 8 mesi a Luzzetti

Tragedia a Forte Belvedere, confermati 8 mesi a Luzzetti

GROSSETO. Non precipitò per “sua colpa”, per aver tenuto cioè un «comportamento non corretto o inadeguato» Luca Raso, il giovane romano che otto anni fa perse la vita cadendo da un muro di Forte...

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GROSSETO. Non precipitò per “sua colpa”, per aver tenuto cioè un «comportamento non corretto o inadeguato» Luca Raso, il giovane romano che otto anni fa perse la vita cadendo da un muro di Forte Belvedere, a Firenze. Ma a causa della «scarsa illuminazione» che non gli permise di rendersi conto che tra le mura e i bastioni dell’edificio vi erano spazi vuoti.

E «correttamente» il gestore della struttura è stato chiamato a rispondere dell’accaduto, perché aveva «l’obbligo di valutare gli eventuali pericoli per gli avventori e di eliminarli». È per questo che il primo luglio scorso la Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo del presidente dell’Associazione Teatro Puccini, il grossetano Lorenzo Luzzetti, respingendo il suo ricorso contro la sentenza della Corte d’appello di Firenze che gli aveva inflitto otto mesi di reclusione.

Se è vero che il Forte mediceo è un «bene vincolato» e dunque «anche ad altri spettavano interventi che potessero in via definitiva risolvere il problema della sua pericolosità», su Luzzetti _ che gestiva l’edificio per un ciclo di manifestazioni dell’estate fiorentina- «incombeva l’obbligo di rimuovere, nel periodo della sua gestione, i pericoli esistenti», spiega la Cassazione nelle motivazioni depositate oggi. Il gestore «aveva lo stesso obbligo» dell’inquilino di un immobile «tenuto a evitare che un eventuale ospite cada dal terrazzo della sua abitazione, allorquando il parapetto non garantisca da tale evenienza»; cioè doveva adottare «tutte le misure provvisorie adeguate, salvo il suo diritto di richiedere un intervento immediato del proprietario», il Comune di Firenze in questo caso.

Per la morte di Raso sono stati condannati in altro procedimento anche l’ex assessore di Firenze, Simone Siliani, e il dirigente Giuseppe Gherpelli. Nel 2008 dai bastioni del Forte precipitò, morendo, anche una giovane donna, Veronica Locatelli: fu condannato per omicidio colposo l’ex sindaco di Firenze Leonardo Domenici.

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