Nel valzer delle querele Galeotti dà la sua versione
Il consigliere di Massa Comune interviene sul sito della civica a proposito delle nuove denunce incrociate che lo oppongono all’amministrazione
MASSA MARITTIMA. Botta e risposta tra l’amministrazione massetana e il consigliere comunale Gabriele Galeotti. L’esponente della civica Massa Comune non resta in silenzio e sul sito dello schieramento di cui fa parte dà il suo punto di vista sulla vicenda legata alla sua denuncia per calunnia contro l’ex sindaco di Massa Marittima, Lidia Bai, il segretario generale del Comune, Giovanni Rubolino, e i funzionari municipali, Assuntina Maria Messina e Michele Mori, che di contro hanno risposto con una nuova querela contro l’architetto Galeotti.
Il tutto parte dall’intervento urbanistico nell’area dell’ex Agraria, dove sono previsti nuovi appartamenti, negozi e uffici: su tale opera la lista Massa Comune non ha mai visto chiaro tanto che la questione non è nuova ai tribunali. Nello specifico Galeotti il 12 novembre 2013 aveva denunciato sindaco e funzionari per calunnia, perché gli stessi avevano sporto querela contro l’architetto a seguito di quanto da lui dichiarato nel febbraio 2012 sui controlli edilizi all’ex Agraria. «Purtroppo per loro, però il giudice _ spiega il consigliere comunale _ aveva archiviato il procedimento penale ritenendo, dunque, insussistenti e infondate le accuse imputatemi. Ma, a mio avviso, con la loro denuncia avverso la mia persona, Lidia Bai, Giovanni Rubolino, Assuntina Maria Messina e Michele Mori, avevano commesso un grave errore: mi avevano accusato sapendomi innocente, ovvero avevano dichiarato il falso all’autorità giudiziaria. Ora, anche se dopo un bel po’ di tempo, la Procura della Repubblica pare abbia accolto le rimostranze contenute nella mia querela aprendo un procedimento penale nei loro confronti, per un reato molto grave: la calunnia».
Gli animi insomma non sono tranquilli: la querelle ex Agraria non è l'unico contenzioso aperto tra Galeotti e amministrazione. Il Comune ha citato in giudizio l'architetto per la sua risposta, ritenuta lesiva nei confronti dei responsabili dell’ufficio Urbanistica, alla richiesta di chiarimenti su una pratica di edilizia privata da lui presentata in veste di progettista. Anche qui non sono mancate le risposte da parte della civica: ieri sul sito di Massa Comune sono state pubblicate alcune sentenze inerenti proprio a casi simili a quello in questione (quando serve appunto l’autorizzazione paesaggistica e l’obbligo da parte del dipendente pubblico di motivare la sospensione del permesso a costruire) volte a difendere il comportamento di Galeotti.
Il botta e risposta continua a suon di querele, denunce e sentenze. E a quanto pare, non si placherà così facilmente. (p.v.)
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