Italia
Sfratto esecutivo rimandato Gli imprenditori si fanno avanti
GROSSETO. Ci sono delle novità. Novità importanti e che hanno effetto immediato, alcune. Altre che sono in divenire e che potrebbero davvero mettere la parola fine alla vertenza Mabro, alla lunga...
GROSSETO. Ci sono delle novità. Novità importanti e che hanno effetto immediato, alcune. Altre che sono in divenire e che potrebbero davvero mettere la parola fine alla vertenza Mabro, alla lunga vicenda che riguarda la fabbrica di abbigliamento delle vestaglie azzurre per la quale ora cominciano a dipanarsi le nebbie di una crisi che da anni non fa dormire i 216 dipendenti dello stabilimento.
Intanto, il commissario della Prodi bis Paolo Coscione, è riuscito a sbloccare la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori che da mesi sono fuori dall'azienda, sospesi in un limbo fatto di incertezze, famiglie da mandare avanti e bollette da pagare. E questa è la prima bella notizia.
La seconda invece arriva direttamente dal tribunale di Grosseto che, grazie a un accordo con Royal Tuscany, ha rimandato di altri due mesi circa l'esecuzione dello sfratto dal capannone di via Genova. Alcune proposte giudicate interessanti sono infatti arrivate al commissario della Prodi bis e ora di quel capannone c'è più che mai bisogno. Difficile sarebbe infatti presentare un bando per la cessione delle quote di Abbigliamento Grosseto, società che ha avuto accesso alla Prodi bis grazie alla vertenza dei lavoratori della Cgil, senza che la fabbrica abbia però una sua sede.
Qualche giorno fa infatti è stato trovato un accordo tra il commissario e Royal Tuscany grazie al quale lo sfratto è stato posticipato a fine settembre, termine entro il quale Paolo Coscione bandirà l'asta per la vendita della società.
Le offerte, insomma, ci sono. E un paio di imprese italiane del settore, che hanno ottima credibilità sul mercato e un pedigree che non lascia alcun dubbio sulla bontà dell'operazione, avrebbero già presentato un piano industriale. I nomi restano per ora top secret. Ma l'alta moda sembra che davvero questa volta abbia messo gli occhi sulla fabbrica delle vestaglie azzurre. "Quello che vorrebbero le imprese che si sono fatte avanti - spiega Paolo Coscione - è il know how delle maestranze. In un caso addirittura si parla di aumentare il numero del personale che lavora nello stabilimento". Non sono solo chiacchiere quelle che riporta il commissario della Mabro. Ci sarebbero già numeri e proiezioni. E la scelta di una strategia ben precisa, quella di utilizzare la fabbrica di abbigliamento di Grosseto per realizzare capi di alta qualità sartoriale e su misura, per poi venderli sul mercato sia italiano che estero. Anche la posizione della Mabro, quella Grosseto a metà strada tra Livorno e Civitavecchia, sarebbe stata presa in considerazione. Vicina ai due porti, da qui gli abiti delle vestaglie azzurre potrebbero raggiungere con maggiore facilità e spese minori i mercati esteri. Una delle due imprese, infatti, è già presente nei maggiori negozi del lusso giapponese.
A portare avanti le trattative, Paolo Coscione lavora in tandem col braccio destro Roberto Di Carlo, che nei giorni scorsi ha chiesto un dettaglio di tutto quello che c'è dentro la fabbrica. Un inventario, per mettere in vendita i capi rimasti nello stabilimento e per dare anche una sistemazione più organica alla fabbrica. «Ora serve coesione - dice Paolo Coscione - soprattutto tra le maestranze. Tra pochi giorni arriverà il decreto di approvazione della cassa integrazione e procederemo con la pubblicazione del bando».(f.g.)
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