Italia
Sciopero della fame per il cavallo Ma il tribunale le ha dato torto
FOLLONICA. Lo sciopero della fame non ha portato a nulla, anzi ora il giudice ha dato torto a Silvia Martellotta. La storia dell’operatrice ippica è comune ad altri che come lei avevano i loro...
FOLLONICA. Lo sciopero della fame non ha portato a nulla, anzi ora il giudice ha dato torto a Silvia Martellotta. La storia dell’operatrice ippica è comune ad altri che come lei avevano i loro cavalli nei box dell'ippodromo dei Pini, e che sono stati invitati dalla gestione del centro sportivo a portare via gli animali dai box interni all’impianto, perché a loro giudizio non avevano titolo a tenerli lì non avendo contratti e non pagando affitto.
La storia è iniziata un anno fa e i box sono stati quasi tutti liberati, tranne uno, quello appunto della Martellotta. La donna una ventina di giorni fa ha protestato di fronte al municipio del Golfo: ha indossato un cartellone con su scritto che faceva o sciopero della fame perché la società che gestisce l’ippodromo non le faceva vedere il suo cavallo. «Operatore ippico in sciopero della fame per accesso negato al mio cavallo, lavoro, passione». Il sindaco di Follonica, Andrea Benini, aveva parlato con l’operatrice e fatto da mediatore tra le parti, chiamando i vertici della Sistema Cavallo e organizzando una riunione con l’operatrice il pomeriggio stesso. L’incontro è servito a far accedere ai box la figlia della donna accompagnata da un rappresentante della società, ma solo per due volte a settimana.
Martellotta ha dichiarato di non accontentarsi e di voler andare avanti sia con lo sciopero che con il ricorso. Tutte le mattine da allora ha presenziato con il suo cartello di fronte al municipio: ma adesso un nuovo stop alla vicenda arriva dal tribunale, che ha dato ragione alla società riconoscendo che l’animale dovrà essere portato via quanto prima. Il giudice, Giulia Conte, ha deciso di rigettare il ricorso della Martellotta, stabilendo che la ragione è dalla parte della società, perché l’operatrice «parrebbe non avere titolo per la detenzione di tale box», anche perché in passato aveva dichiarato di non essere in grado di portare via il suo cavallo, ammettendo quindi (secondo il tribunale) che l’animale doveva essere trasferito e di lasciarlo sotto la custodia della gestione. La richiesta di un contratto da parte della stessa operatrice alla società è una prova del fatto che non esistevano atti che dimostrassero un accordo tra le parti. Per questo il giudice ha rigettato il ricorso e condannato Martellotta al pagamento delle spese. Ora la vicenda dovrebbe aver trovato un punto definitivo: gli allenatori e allevatori che a giudizio della società tenevano i loro animali nei box dell’impianto sulla Sarzanese senza diritto se ne sono andati tutti e anche la Martellotta dovrà portar via il suo. Un altro capito si chiude per l’ippodromo dei Pini, ora è da sciogliere il nodo più grande sulle foresterie.
Paola Villani
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