Il Tirreno

Grosseto

il caso dei controlli a marina di grosseto

Mercatino ambulante, le associazioni sono divise

MARINA DI GROSSETO. Continua a dividere il mercatino ambulante degli artigiani. Sì, perché sulla faccenda piombano le associazioni di categoria e l’approccio alla questione ha sfumature differenti....

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MARINA DI GROSSETO. Continua a dividere il mercatino ambulante degli artigiani. Sì, perché sulla faccenda piombano le associazioni di categoria e l’approccio alla questione ha sfumature differenti.

Ascom plaude allo stop imposto da Comune e municipale a una concorrenza vista come sleale. Confesercenti bacchetta la giunta e lamenta la mancanza di un’adeguata pianificazione. Per Ascom tutto dev’essere ridimensionato. È ovvio che non tutti i commercianti «condividano la stessa posizione. Bar, pizzerie, negozi che vendono generi diversi da quelli proposti sulle bancarelle non ricevono alcun danno. Anzi, di sicuro hanno dei benefici» dai mercatini. Ma i problemi sono altri: «È necessario capire chi sono gli organizzatori di queste iniziative. Se queste associazioni sono composte da pluralità d’individui che hanno a cuore lo sviluppo delle attività hobbistiche, oppure se si tratta d’organizzazioni che producono lucro». Nella maggior parte delle bancarelle «vengono proposti oggetti in concorrenza con quelli dei negozi, senza adempiere agli obblighi fiscali e senza le opportune autorizzazioni». Uno schiaffo in faccia – secondo Ascom - a chi paga affitto, tasse e tributi locali per lavorare solo nel periodo estivo. Ecco perché «l’operato della municipale è ineccepibile» e la posizione del Comune «è giusta». Ben vengano dunque le iniziative, «ma devono essere concertate con operatori locali, commercianti, titolari dei bagnetti». E poi tutto deve avere un obiettivo preciso, come «creare interesse nel periodo primaverile» e essere inquadrato nei luoghi opportuni.

Critica la Confesercenti che dà una strigliata al Comune e chiede equilibrio tra le diverse forme di distribuzione. «Non a caso la legge regionale obbliga i comuni a redigere un piano del commercio su aree pubbliche, da concertarsi con le associazioni di categoria». Invece, accade che«molti dei mercati organizzati a Marina esulino da una programmazione o da una valutazione d’opportunità da parte degli organi politici preposti». È anche per questo che Confesercenti chiede da tempo all’amministrazione d’intervenire «per permettere vi sia il raggiungimento di un equilibrio nell’offerta commerciale». Secondo i vertici dell’associazione «non si può arrivare nel pieno della stagione turistica e trovarsi a dover tamponare situazioni critiche e confusionarie come quella in oggetto, è indispensabile una regolamentazione precisa e programmatica del fenomeno». (m.b.)

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