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Rifiuti, s’allontana il porta a porta

Rifiuti, s’allontana il porta a porta

L’assessore Giorgieri agli ambientalisti: la competenza ora è solo dell’Ato

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FOLLONICA. L'ampliamento della differenziata non dipende più dal Comune, l'obiettivo del porta a porta in tutta la città diventa più difficile da raggiungere. L'amministrazione comunale del Golfo dovrà rifarsi al piano intercomunale che stabilirà l'Ato (Ambito territoriale ottimale) interprovinciale, fatto che preoccupa, e non poco, il Comitato del no all'inceneritore che ha incontrato il neo assessore all'ambiente Mirjam Giorgieri.

Prima delle amministrative dello scorso maggio era stato chiesto ai candidati sindaco di Follonica di sottoscrivere degli impegni con il comitato: l'incontro con Giorgieri è stato organizzato proprio per verificare le intenzioni della nuova giunta. «Il comitato – spiegano dopo la riunione dal gruppo ambientalista – sa benissimo che per poter attuare i sette punti richiesti ci vorrà del tempo e perseveranza da parte nostra, anche perché con la costituzione della nuova Ato interprovinciale, le interferenze sono aumentate e di molto. E non sono a nostro avviso positive. I primi due intralci si sono già palesati sui punti dell’estensione raccolta differenziata porta a porta, e del contratto con le Strillaie, come ci è stato riferito da Giorgieri. L’assessore ci ha spiegato che il soggetto decisionale per la differenziata non è più né Sei né il Comune, ma l’Ato stessa che deve prevedere un piano intercomunale. Questo complica non poco la questione, perché bisogna mettere d’accordo Comuni con esigenze, interessi e mentalità diverse, a volte contrastanti».

Il comitato ha ricordato all’assessore che il piano interprovinciale prevede per il 2020 il raggiungimento nell’Ato Sud del 70% di differenziata e che quindi anche i Comuni restii dovranno adeguarsi e iniziare, a giudizio del gruppo, anche velocemente.

«Vorremmo perciò, e lo chiediamo con forza, che Follonica faccia da capofila nel sollecitare l’Ato ad adeguarsi all’obiettivo – continuano gli ambientalisti – darsi un piano ed attuarlo in termini rapidi, anche se capiamo che mettere d’accordo così tanti comuni sia una complicazione non da poco. Sugli altri punti, di maggiore competenza comunale, la disponibilità sembra esserci, in particolare il Comune ha cominciato ad attivarsi per quel che riguarda il richiesto organo di controllo intercomunale (punto 4) contattando il Comune di Scarlino».

Il comitato per il No all’inceneritore incontrerà nuovamente l'assessore Giorgieri per continuare la collaborazione iniziata questa settimana.

Paola Villani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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