Il Tirreno

Grosseto

Chiude Poggio Ballone, il radar sarà azionato a distanza

di Enrico Giovannelli
Chiude Poggio Ballone, il radar sarà azionato a distanza

Da settembre la base di Tirli verrà presiediata da un contingente minimo Operativa da quasi cinquanta anni, ha controllato i cieli di mezza Italia

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. A settembre il 21° Gruppo radar di Poggio Ballone, così come lo conoscono gli abitanti di Tirli e del comune di Castiglione della Pescaia da quasi cinquant’anni (l’apertura ufficiale della base risale al 1967, ndc), chiuderà i battenti.

Quella che una volta era una stazione operativa che ospitava 300-400 militari dell’Aeronautica, scomparirà, e al suo posto rimarrà solo un reparto decisamente più piccolo. Ci sarà sempre un’antenna radar, ma sarà gestita da una diversa sala operativa. A distanza.

Una svolta considerata storica nell’ambiente dell’aviazione militare. Il sito strategico di Poggio Ballone, in forza anche alla Nato, ha rappresentato per decenni un punto di riferimento costante della difesa aerea nazionale. Balzò agli onori della cronaca anche durante la strage di Ustica del Dc 9 dell’Itavia, visto che il suo radar copriva praticamente l’intera rotta dell’aereo di linea partito da Bologna e diretto in Sicilia. Nelle ultime settimane molti cittadini hanno notato l’installazione di un enorme “pallone” bianco, apparso proprio sulla collina di Poggio Ballone: quella è la copertura della nuova antenna radar, che grazie alla tecnologia è di fatto radicalmente cambiata rispetto al passato. In questo momento sono tre le basi radar in Italia: una a Poggio Renatico a Ferrara (Gruppo riporto e controllo difesa aerea), una a Licola in provincia di Napoli (22° Gruppo radar), e appunto quella a Tirli. E come si legge nel sito dell’Aeronautica militare, ne rimarranno solo due.

In tutta Italia ovviamente ci sono molti radar che sorvegliano il cielo, le rotte e gli itinerari degli aerei di linea e quelli militari, ma l’antenna sulle colline maremmane era ben più che un punto di ascolto. Proprio a cavallo degli anni Ottanta e Novanta, il 21° Gruppo Ram era un vero e proprio fiore all’occhiello di tutta l’Aeronautica, e come detto nella sua base operavano centinaia di persone. Una situazione che non ha mai creato disagi alla comunità di Castiglione, anzi. Per l’indotto era una risorsa più che importante, e per la stessa frazione di Tirli, oltre al vanto, una fonte economica da non sottovalutare. Attualmente è Fabio Stefanizzi al comando del 21° Gruppo radar, ma anche lui si trasferirà a settembre. Il motivo principale della chiusura è dunque da ricercare nelle nuove tecnologie e nella logica degli accorpamenti: la nuova antenna è paragonabile a quella di una qualsiasi di telefonia mobile, con i sistemi computerizzati che possono essere facilmente gestibili a distanza. Negli ultimi anni c’era già stato un depotenziamento delle presenze, e ora rimarrà solo una sorta di presidio militare, per sorvegliare il nuovo impianto, con pochi soldati e tecnici specializzati.

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