Via la centrale del 118, da ottobre passa quasi tutto a Siena
A Grosseto rimarrà una postazione che gestirà la fase finale L’assessore Marroni: «Non conta la collocazione geografica»
GROSSETO. Si sapeva, ma leggerlo - nero su bianco - fa ugualmente impressione. Il 118 passa anch'esso nella centrifuga fiorentina dei tagli alle spese. E dal cestello, alla fine, ne esce una riformina in divenire che, tanto per cominciare, penalizza Grosseto.
Eppure il 118 maremmano, guidato dal dottor Robusto Biagioni, aveva ottenuto solo pochi mesi fa l'accreditamento da parte della Regione Toscana per aver raggiunto eccellenti standard di qualità, con ovvia soddisfazione espressa dalla direzione dell'azienda «per la professionalità e il costante impegno degli operatori sanitari». Ora la notizia che dal prossimo ottobre a Grosseto il 118 non avrà più la centrale operativa.
La sanità toscana - lo ha detto il governatore Enrico Rossi - deve risparmiare qualche centinaio di milioni (un poderoso piano di razionalizzazioni) e serve mettere via anche queste bricioline, cadute dal tavolo del Piano attuativo di riorganizzazione di tutto il sistema di emergenza-urgenza.
Ma vediamo, in concreto, cosa cambierà in Maremma. A Grosseto come altrove il servizio 118 si articola da sempre in due fasi: la ricezione-catalogazione della tipologia di intervento e, in seconda battuta, l'attivazione del mezzo, cioè la risposta territoriale alla chiamata. Fino a oggi entrambe queste fasi si svolgevano a Grosseto, tra la cosiddetta centrale operativa e la stazione dei mezzi per interventi e trasporti, su gomma o elicottero.
Il paziente telefonava da San Giovanni delle Contee, dal Giglio o da Poggio Mutti e la chiamata veniva ricevuta e smistata verso operatori presenti fisicamente a pochi metri dal personale di turno al centralino. In futuro la prima risposta (quella telefonica) al paziente o al familiare sarà fornita da Siena. Qui avverrà la codifica del codice e la localizzazione, grazie a un software cartografico di ultima generazione. Poi la chiamata verrà girata alla centrale residua di Grosseto (dove la riduzione del personale risulta minima) e da qui, come in passato, verrà organizzata e gestita l'emergenza sul territorio. Un piccolo passaggio in più, di cui - teoricamente - il cittadino non dovrebbe neppure accorgersi.
Ma la riorganizzazione delle centrali operative del 118 è - come detto - solo all'inizio. Dal 1 ottobre le centrali si riducono a 6 (due per ogni Area Vasta). Nell'assetto definitivo, che si concluderà entro il 31 dicembre 2016, sono previste 3 centrali operative da adibire alle attività di emergenza-urgenza 118, e altre 3 centrali per la gestione dei trasporti sanitari.
Il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, l'aveva detto nei mesi scorsi e l'ha ripetuto ieri. In modo netto, perentorio. «Non c'è fase di transizione che tenga. L'idea che la centrale operativa del servizio 118 di Grosseto, che ricordiamo è relativo alla provincia territorialmente più vasta in Toscana e tra più le vaste in Italia, venga trasferito a Siena, non può che trovare la mia più ferma contrarietà. Ho bisogno di chiarezza su un intervento che genera legittima preoccupazione. Non intendo creare allarmismi, sono perfettamente consapevole che questo trasferimento non significa la cancellazione di ambulanze o la riduzione della sicurezza al cittadino ma è d'altro canto evidente che rappresenta un riferimento in meno per l'intera Maremma. Questo territorio è troppo esteso perché le decisioni vengano prese dall'esterno. Auspico un ripensamento e un confronto con le realtà locali perché noi, al momento, non vediamo alcun beneficio nella riforma in questione e, anzi, nel verificare i criteri di scelta adottati, la consideriamo una ulteriore forma di isolamento».
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