Italia
Si riapre lo scontro sul riscatto alloggi Peep
Il Comitato: «Non hanno rispettato i patti». Borghi: «Abbiamo fatto ciò che la legge consente»
GROSSETO. Riscatto della piena proprietà degli alloggi in aree Peep: è ancora scontro tra Comune e cittadini. «Non hanno rispettato i patti. E ci sono dei ritardi incredibili. Vogliamo risposte» tuona Roberto Celletti, uno dei promotori del comitato aree Peep.
Ricordate? Settembre 2012, migliaia di grossetani che risiedono in zone popolari rischiano di ritrovarsi con una mazzata niente male: il Comune fissa aumenti che sfiorano il 400 per cento per tramutare il diritto di superficie in diritto di proprietà. Ne nasce il caos. Per l’amministrazione la scelta è irremovibile, per l’opposizione (e per una parte stessa del Pd) può essere corretta. A luglio (riunione quartiere Pace) l’assessore al bilancio, Paolo Borghi, mette sul piatto quelli che sono i primi spiragli della soluzione. C’è la retromarcia: spuntano correttivi in base a età dell’immobile sua tipologia e collocazione.
Tutte cose che, pare, erano già in tasca del sindaco, del dirigente Marco De Bianchi e del consigliere Luigi Colomba da diverso tempo. A settembre (riunione sala fondazione Il Sole) c’è l’accordo tra comitato e Comune. Tra le altre cose spariscono interessi per chi paga in 10 anni e arriva lo sconto del 10 per cento per chi riscatta entro il 31 dicembre 2013 in unica soluzione.
Ma qualcosa va storto. Il tempo passa e gli uffici paiono non smaltire le tante domande. Si parla di circa 600 richieste secondo il comitato, 300 per il Comune. Oggi il comitato aree Peep torna alla carica: «Avevano promesso la dilazione del pagamento in 10 anni senza interessi - dice Celletti - e l’hanno dimezzata. Così come per la percentuale di sconto per chi pagava in unica soluzione entro fine 2013». Inoltre, dal Comune era stato garantito al comitato «che entro un paio di mesi tutto sarebbe stato risolto, invece sono passati 9 mesi e le pratiche evase si contano sulle dita di una mano, massimo due».
Intanto i costi notarili sono lievitati: la legge è cambiata e «Ogni atto sfiora i mille euro». Visti tutti i ritardi accumulati dall’amministrazione «se ne facciano carico loro di quest’ulteriore spesa». Poi Celletti sbotta: «Ci siamo rivolti ancora una volta al Difensore civico che ha rilevato un danno economico. Una settantina di cittadini hanno già pagato. Eppure non hanno visto la fine dell’iter. Quest’amministrazione è la peggiore degli ultimi cinquant’anni. Ce ne ricorderemo alle prossime elezioni».
Replica a Celletti il vice sindaco, Paolo Borghi. «Abbiamo fatto quel che la legge consente. In altri casi si va a pagare quasi meno rispetto al passato. Mi risultano molte più pratiche portate a termine di quelle riferite dal comitato. E sono certo che ci velocizzeremo. Le spese notarili? Dispiace, ma oggi c’è pure la possibilità di fare atti cumulativi tra più soggetti. Di sicuro il Comune non può farsi carico di quelle spese».
Maurizio Bernardini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google