Rifiuti, Uil porta il Comune in Tribunale
Continua lo scontro a Castiglione per il passaggio dei dipendenti al nuovo gestore Sei Toscana
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Dopo qualche settimana di tregua apparente torna a esplodere la “questione Sei”: i Comuni della Maremma passano il loro personale alla nuova società che gestisce i rifiuti in provincia, ma i sindacati non digeriscono il “travaso”.
In particolare la UilFpl di Grosseto non ha firmato, il 27 dicembre 2013, l’accordo per il trasferimento dei dipendenti del Comune di Castiglione a Sei Toscana, fissato per domani, 30 giugno 2014. E ora è passato alle vie legali: mercoledì scorso ha depositato al Tribunale di Grosseto la richiesta di una procedura d’urgenza ex articolo 700 a tutela dei dipendenti contrari all’operazione; e lo stesso giorno ha diffidato formalmente il Comune di Castiglione e Sei dall’attuare il passaggio dei propri iscritti alla società gestrice del ciclo dei rifiuti.
Mosse che qualche effetto sembravano averlo sortito. Sempre mercoledì scorso, infatti, si sono riuniti a Siena, nella sede di Sei Toscana, azienda e sindacati: l’ultimo punto all’ordine del giorno riguardava proprio il distacco di 25 dipendenti provenienti da alcuni Comuni del Grossetano (Castiglione, Semproniano, Roccalbegna), per il quale – ascoltate le argomentazioni di Uil Trasporti _ l’amministratore delegato di Sei, Eros Organni, ha proposto una proroga dell’accordo precedente, procrastinando il comando dei dipendenti al prossimo 31 dicembre. Volontà ufficializzata con una nota inviata il giorno successivo, giovedì 26, a tutti i Comuni interessati e alle organizzazioni sindacali.
La tregua sembrava cosa fatta, senonché «in data 27 giugno _ scrive ora la segreteria provinciale UilFpl Grosseto _ il Comune di Castiglione della Pescaia, con nota ufficiale firmata dal vicesindaco, ha comunicato la volontà di dar corso all’accordo (non firmato dalla UilFpl) con Sei Toscana (che ha chiesto il giorno prima la proroga di sei mesi!), asserendo che per il Comune stesso il distacco si intende esperito in data 30 giugno 2014: “ergo”, dal 1º luglio i dipendenti transitano in forma definitiva a Sei».
Inutile dire che per il sindacato questa scelta è inaccettabile. Anzi, «cieca, pervicace, e sconcertante», perché _ dice UilFpl _ non riconosce «gli evidenti problemi economici e organizzativi» del trasferimento, per i quali «serve un tempo di monitoraggio più lungo per il passaggio dei dipendenti a Sei».
Il sindacato passa poi all’attacco frontale». Paventa l’ipotesi che sin da domani il Comune di Castiglione non fornirà più « locali “in situ” agli operai del ciclo dei rifiuti necessari all’igiene primaria», costringendoli a “emigrare” in altro luogo. E ritiene ormai «smascherata la volontà dissimulatrice attuata dallo stesso Comune di “sbarazzarsi” dei propri dipendenti, con cui invece poteva iniziare un percorso di riqualificazione e formazione, pur cedendo l’attività del ciclo dei a Sei come invece accade».
UilFpl critica in particolare le scelte di «qualche funzionario» comunale, prima ancora che degli amministratori, e punta il dito contro la posizione rigida assunta nei confronti di quei dipendenti che, assistiti dallo stesso sindacato, si sono opposti al trasferimento conl ricorso in Tribunale.
«Il Comune di Castiglione non si è neppure presentato al tentativo di conciliazione esperito dal legale di fiducia della UilFpl, previsto dal Codice di procedura civile, rappresentando “de facto”, una condotta elusiva degli istituti giuridici a disposizione per definire “ragionevolmente” la controversia».
UilFpl evidenzia come la battaglia, oggi condotta contro il Comune di Castiglione, «in futuro sarà rivolta anche a Sei Toscana, in quanto solidalmente responsabile», anche se la stessa Sei «ha dato prova di “ragionevolezza”, proponendo una proroga al comando dei dipendenti».
Ragionevolezza che invece, chiosa UilFpl, il Comune di Castiglione «non dimostra», rifiutando di «“farsi carico” di dipendenti che per moltissimi anni hanno svolto il servizio alla collettività per il Comune stesso, con serietà, professionalità e spirito di abnegazione, fatto che stride ancora di più, dato che si perpetra in un’amministrazione cosiddetta progressista».
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