Il presidio
Eurovinil vestita a lutto: «Sono un esubero»
Il dramma dei lavoratori nelle magliette nere: «Il clima è pesante ma cerchiamo di scherzarsi sopra»
GROSSETO. In Eurovinil i 102 dipendenti rimasti attendono di conoscere il loro destino lavorativo.
Quasi la metà delle maestranze è ormai in ferie fino all’esaurimento del monte, poi arriverà la cassa integrazione.
In attesa di sapere quando si svolgerà la prossima assemblea per dare il via all’accordo tra sindacato e Survitec, ieri la rsu ha incassato una serie di no dai portavoce locali dell’azienda alle proposte avanzate nei giorni scorsi.
No alla cosiddetta buonuscita progressiva, che avrebbe previsto un premio in denaro (pagato dall'azienda) nel caso di esodo anticipato rispetto ai tempi della cassa integrazione, pagata invece dall’Inps.
No anche al bonus per chi, alle soglie della pensione, avrebbe potuto scegliere di lasciare Eurovinil al 31 dicembre.
No infine alla proroga della scadenza 30 giugno per ricevere offerte a pacchetto per una eventuale cessione della società. Si procederà quindi a uno smantellamento (vendita o affitto) dei vari rami.
Intanto un gruppo di dipendenti ha commissionato una cinquantina di magliette nere, con dietro la scritta: «Sono un esubero Eurovinil».
«Il clima - spiegano alcune maestranze - è pesante ma cerchiamo di scherzarci sopra e soprattutto di tenere sempre i riflettori accesi, perché ormai davvero non ci fidiamo più dei vertici. Nulla, neppure un piccolo passo, è stato fatto in questi due mesi per venirci incontro. L’azienda - concludono le maestranze - ha stanziato un budget per portare in fondo l'operazione esuberi e quello resta. Così ci è stato ribadito anche di recente. È contato zero il nostro impegno, il senso di responsabilità dimostrato con le revisioni delle zattere».
Gabriele Baldanzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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