Il presidio
Lo squalo dagli occhi verdi trovato morto al Campese
Un sub immerso al Giglio si trova davanti un esemplare femmina di “capopiatto” Portato sul molo, ha attirato una folla di curiosi: a ucciderlo è stato un amo
ISOLA DEL GIGLIO. Così grande incuteva timore, eppure era inoffensivo. Uno dei suoi tratti particolari: il verde smeraldo del suo occhio.
Ad avvistare lo squalo morto è stato un sub, che immerso nelle acque gigliesi si è trovato di fronte alla carcassa, galleggiante al largo di Campese. Un avvistamento speciale e raro e che per una decina d’ore ha provocato un certo tumulto sull’isola attirando una folla di curiosi. Si tratta di un grosso esemplare di squalo Capopiatto (o squalo vacca), trovato senza vita mercoledì pomeriggio nelle acque dell’isola. L’animale, un esemplare femmina lungo 3 metri e 70 centimetri e pesante circa 4 quintali, è stato scorto in mare a circa 200 metri dalla costa di Campese.
Il subacqueo ha fatto scattare subito la segnalazione all’autorità marittima, la Guardia Costiera dell’isola del Giglio che con gli uomini dell’ufficio locale è corsa in mare a bordo del gommone Gc345. Confermata la notizia, subito è stata fatta comunicazione del caso all’Arpat e ai biologi che erano già a lavoro sull’isola per l’emergenza Costa Concordia.
La carcassa è stata trascinata fino al molo gigliese con un mezzo privato, sempre su assistenza della Guardia Costiera che ha seguito passo dopo passo tutte le operazioni. Poi è stata adagiata sulla pavimentazione del molo, dove si è proceduto ad aprire l’addome per verificare le condizioni interne: dentro c’era un amo, probabilmente contenuto in un pesce che lo squalo aveva mangiato. Per tutto il tempo, al porto, si sono avvicendati abitanti e turisti incuriositi da questa presenza, già peraltro avvistata in passato - con altri esemplari - nelle acque gigliesi, ma sempre con numeri alquanto rari. Si tratta di una specie inoffensiva e assolutamente non pericolosa per l’uomo; ieri mattina l’animale è stato portato via per lo smaltimento.
Lo squalo capopiatto, come riporta il sito Mondomarino, ha il nome scientifico di Hexanchus griseus e appartiene alla famiglia Hexanchidae. La parola “Hexanchus” in greco significa “sei bande” e si riferisce alle sei aperture branchiali mentre la parola “griseus” si riferisce al colore grigio dell’animale, anche se alcuni esemplari tendono al marrone, al nero sulla schiena e al bianco nel ventre. È proprio il colore uno dei tratti distintivi di questo squalo: il particolare che lo caratterizza è il colore verde smeraldo dell’occhio; oltre al fatto di avere solo una pinna dorsale, mentre la maggior parte degli squali ne hanno due. Gli squali capopiatto sono distribuiti in tutto il mondo nei mari temperati e possono raggiungere lunghezze al di sopra dei 5 metri.
Elisabetta Giorgi
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