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Grosseto

Il giudice ordina: Cavour paghi tutto l’affitto

Il giudice ordina: Cavour paghi tutto l’affitto

La società non ha versato le ultime due rate perché si è autoridotta il canone. Ora ha tempo fino al 22

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GROSSETO. Gli abusi edilizi non sono l’unica grana che Sistema srl ha tra le mani per il campeggio Principina. La Cavour, che ha in gestione la struttura, non ha pagato le ultime due rate dell’affitto (novembre e maggio), perché, d’accordo con il Comune, si è autoridotta il canone da 465mila euro a 210mila euro all’anno, più Iva. E quando Sistema ha battuto i pugni sul tavolo, la Cavour si è rivolta al tribunale. Il giudice però le ha dato torto e, il 7 maggio scorso, le ha ordinato di pagare.

La Cavour sostiene che Sistema non ha ancora approvato il piano attuativo del campeggio e che questo le causa un danno. Il giudice Marco Mezzaluna, però, sostiene che non è colpa di Sistema perché altri enti (Comune, Provincia, Regione e Soprintendenza) devono stilare il piano. Bocciata anche la motivazione, presentata dalla Cavour, che nel 2012 con il Comune aveva pattuito un canone scontato; il contratto non prevede affatto questo canone. Anche il fatto che il campeggio versi in cattive condizioni per il tribunale non è motivo sufficiente a pagare meno: il giudice riconosce infatti che quando il Comune ha consegnato il campeggio alla Cavour, questa ha firmato una presa d’atto dello stato dei luoghi.

«Dopo la mia denuncia – spiega il presidente di Sistema Gabriele Fusini – non ho più consentito che la Cavour avesse questi sconti. Ora il giudice ci dà ragione e quindi aspettiamo che ci venga versato il dovuto. Se alle sorelle Bucalossi (Maria Beatrice e Maria Angelica Bucalossi, titolari della Cavour, ndr) l’affitto sembra troppo alto, ci restituiscano il campeggio: lo rivendiamo o lo gestiamo noi. E se a breve non arrivano i pagamenti, chiediamo noi la recessione del contratto. Prima di qualsiasi discussione bisogna che la società paghi l’affitto».

La scadenza è il 20 giugno. «Sto subendo grossissime pressioni su questa vicenda – dice Fusini – ma io voglio solo ripristinare la legalità urbanistica e il contratto».

Un altro tribunale, invece, nel frattempo ha dato ragione alla Cavour. È il Tar a cui la società si era rivolta contro il Comune per altri abusi edilizi. In occasione dei Mondiali di vela la Cavour aveva installato tre piscine e 22 bungalow che avrebbe dovuto rimuovere. Ma non l’ha fatto. Il Comune ha ordinato la demolizione e le titolari hanno obbedito, portando le strutture in un deposito nel campeggio. Ma si sono anche rivolte al Tar. «Abbiamo ottemperato – spiega Beatrice Bucalossi – ma il Comune ha rifatto l’ordinanza di demolizione. Questa sentenza mi dà fiducia: la legge 380 del 2001 dice che si possono mettere casette mobili anche in aree con vincolo». Il 10 giugno scorso il Tar ha concesso la sospensiva e rimandato la discussione a gennaio 2015. Tutto il tempo perché quest’estate, insomma, non cambi nulla. (f.f.)

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