Il presidio
D’accordo soltanto Felicioni, per il resto sono mugugni
GROSSETO. No, all’opposizione l’accelerata del Comune sulla vendita delle quote di minoranza delle partecipate non è piaciuta. Solo Massimo Felicioni («alcune partecipate sono fossili») si è espresso...
GROSSETO. No, all’opposizione l’accelerata del Comune sulla vendita delle quote di minoranza delle partecipate non è piaciuta. Solo Massimo Felicioni («alcune partecipate sono fossili») si è espresso a favore in commissione e voterà l’ok al provvedimento pure in sede di consiglio. Per il resto la lamentela più forte è quella legata (ancora una volta) alle tempistiche. «È l’ennesimo atto non urgente che invece viene trattato in tutta fretta» dice Giacomo Cerboni (Ncd). L’esponente alfaniano ha forti perplessità pure sulla vendita delle quote Gergas. Polemico a causa dei tempi ristretti anche Giacomo Gori (M5S): «Non è possibile che un consigliere debba approfondire in un giorno e mezzo la materia. Non siamo contrari alle dismissioni, ma avevamo suggerito un rinvio della delibera», un atto (non concesso) che poteva offrire più tempo per studiare le contromisure.
Sibillino il commento di Luigi Colomba: «Attribuiscono più importanza a Netspring, che vogliono tenere, che alla Seam. Eppure l’aeroporto sarebbe funzionale al rilancio del turismo». Mezza apertura da parte di Cristina Citerni (Sel). Da un lato la numero uno del partito di Vendola (che oggi non sarà in consiglio perché occupata con gli scrutini delle scuole) apre alla cessione delle quote: «Il sistema delle partecipate deve essere snellito e i costi vanno abbattuti»; dall’altro frena su Gergas, visto come «servizio in cui il Comune deve impegnarsi, al pari delle farmacie». (m.b.)
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