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A giudizio per aver occupato l’agriturismo senza versare l’affitto

GROSSETO. Due anni fa Adriana Omizzolo si era rivolta ai giornali dichiarandosi disposta a vendere un rene per pagare le bollette. Sul conto corrente aveva solo 17 euro, neppure il frigorifero in...

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GROSSETO. Due anni fa Adriana Omizzolo si era rivolta ai giornali dichiarandosi disposta a vendere un rene per pagare le bollette. Sul conto corrente aveva solo 17 euro, neppure il frigorifero in casa. Aveva rinunciato, in pieno inverno, all’acqua calda e ai termosifoni non potendosi permettere di pagare il gas. Una donna allora 65enne sull’orlo della disperazione, dopo una vita dignitosa, trascorsa per la maggior parte a Milano. Vedova, invalida al 90%, titolare di una pensione di reversibilità di 700 euro del marito pediatra, Adriana - troppo buona - sarebbe stata raggirata. Voleva vendere l’agriturismo di proprietà a Sassofortino (località Camaiano), ma chi le aveva promesso di acquistarlo sarebbe invece andato a viverci senza darle un euro, neppure di affitto.

Ora la Procura ha citato a giudizio per appropriazione indebita Doriana Barni, 51 anni, di Massa Marittima, e Lisaura Tovoli, 52 anni, di Follonica con l’aggravante di averlo commesso finalizzato alla truffa: prima udienza il 18 dicembre davanti al giudice Compagnucci. Adriana (difesa dall’avvocato Remigio Giorgi) nel maggio 2011 aveva intavolato insieme ai fratelli Paolo Eugenio e Raffaella Pirrotta (comproprietari del terreno e dei fabbricati in località Camaiano) una trattativa con le due donne imputate, che si sarebbero proposte come potenziali acquirenti del complesso immobiliare, per farne una struttura agrituristica, ristorante e-o affittacamere. Avrebbero subito prospettato capacità economiche e la possibilità di accedere a un finanziamento agevolato. Serve però un preliminare di vendita del podere, che viene stipulato dopo aver versato un anticipo sotto forma di assegno bancario non trasferibile, senza data, sottoscritto dalla Tovoli a favore di Paolo e Raffaella Pirrotta, dell'importo di 60 mila euro. L’assegno, sempre secondo l’accusa, non verrà mai riscosso per inadeguata capacità finanziaria su conto. Nel frattempo, però, la macchina si è messa in moto. Nasce l'azienda Il Camaiano snc di Barni e Tovoli - Società Agricola, con sede a Sassofortino (la Barni ne risulta amministratore e legale rappresentante).

Come ricostruisce l’accusa, sarebbe stato prima stipulato un contratto di comodato gratuito sui predetti beni immobiliari (da luglio fino a dicembre 2011), poi un contratto di locazione con relativo canone, usato per l'iscrizione della società agricola nel registro delle imprese: ma mai formalizzato né restituito alla controparte neppure dopo formale richiesta con diffida. Inoltre, dopo aver incassato il corrispettivo anticipato del primo canone trimestrale, Adriana e i fratelli Pirrotta non avrebbero più visto un euro. Scoperti gli assegni bancari rilasciati a garanzia come deposito cauzionale.

Le due donne, però, avrebbero preso possesso dei beni, rifiutandosi di riconsegnarli. Nell’estate 2012 scatta così la denuncia. Oggi, come detto, sono accusate di essersi procurate un ingiusto profitto, continuando liberamente a gestire ed esercitare la struttura agrituristica senza pagare il canone di locazione successivo al primo trimestre anticipato e senza acquistare l'immobile. Con un danno patrimoniale di rilevante gravità per le persone offese: mancati introiti e perdita della disponibilità dei beni.

Gabriele Baldanzi

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