Il Tirreno

Grosseto

Bimbo soffre di favismo via al piano per proteggerlo

di Francesca Ferri

Vietato vendere i legumi per 300 metri intorno a via Emilia e fino a via Garigliano E niente smercio nemmeno al mercatino della Coldiretti al Sacro Cuore

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GROSSETO. Torna la primavera, tornano le fave nei negozi d’ortofrutta e torna, nella zona di via Emilia, l’ordinanza del sindaco che vieta la coltivazione e la vendita di questi legumi. Qui, infatti, vive un bambino di dodici anni che soffre di favismo e, dunque, è necessario che il Comune emani ogni anno un’ordinanza (quella di quest’anno ha efficacia dal 26 marzo scorso, data della pubblicazione all’albo) per garantirgli di non essere esposto alle spore delle fave.

Fin qui, niente di nuovo rispetto agli anni passati. Sennonché quest’anno l’ordinanza di divieto di coltivazione e vendita riguarda un pezzo di città assai più ampio rispetto al passato. E rischia di provocare malumori tra i commercianti.

Il divieto di esporre e vendere fave è infatti raddoppiato rispetto al 2013, tocca due quartieri e include anche il mercatino della Coldiretti del sabato nel giardino del Sacro Cuore. Gli agricoltori che vengono qui a vendere i prodotti della loro terra dovranno insomma rinunciare a vendere le fave, alimento simbolo dell’orto in primavera, così come devono rinunciarvi diversi ortofrutta.

A differenza del 2013, infatti, fermo restando il divieto di seminare e coltivare le fave in un raggio di 300 metri intorno alla casa del bambino, in via Emilia, i genitori hanno chiesto che il successivo anello di rispetto, quello dove le fave non possono essere vendute, esposte e movimentate, passasse da cento a duecento metri.

Il bambino, infatti, l’anno scorso si sentì male perché inalò spore da fave che erano state imprudentemente esposte in un negozio di frutta e verdura appena fuori il raggio di rispetto. E c’è di più. La famiglia ha chiesto e ottenuto che il figlio possa attraversare il tragitto casa-scuola senza correre il rischio di imbattersi nelle fave esposte nei negozi. E dunque da via Emilia alla scuola di via Garigliano, sarà tutta zona off limits in un raggio di 200 metri.

Per riassumere – anche ad uso degli abitanti della zona – è vietato seminare e coltivare fave in un raggio di 300 metri da via Emilia (tra i civici 43 e 71), ed è vietato esporle, venderle e movimentarle in un raggio di 200 metri nelle vie Calabria, della Pace, Ombrone, in piazza Fabbrini, in via Liri, via Adda e via Garigliano. L’ordinanza interessa diversi punti vendita, alcuni dei quali aperti di recente – e che per questo hanno spinto la famiglia del bambino a chiedere ulteriori precauzioni – e, come accennato, c’è il mercato della Coldiretti che l’anno scorso era stato risparmiato dall’ordinanza.

«Un’ordinanza non si discute – spiega Francesco Viaggi, presidente della Coldiretti – anche se si dovrà rinunciare a centinaia di euro di fatturato per il prodotto principe di questa stagione. Ma quando ci sono famiglie coinvolte in situazioni delicate come la salute dei figli, non c’è molto altro da aggiungere». E se si spostasse il mercatino? O si trovasse con la famiglia un percorso alternativo? «Spostare il mercato non è realizzabile, anche perché la clientela ormai ha quello come punto di riferimento. A un incontro con la famiglia non c’ho pensato. Del resto non abbiamo ancora ricevuto notifica ufficiale dell’ordinanza».

Ci sono infatti dieci giorni di tempo, dal 26 marzo, perché i destinatari dell’ordinanza tolgano di mezzo le fave.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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