Il Tirreno

Grosseto

Salvagente da un milione di euro per le casse a rischio di Grosseto

di Francesca Ferri
Salvagente da un milione di euro per le casse a rischio di Grosseto

La Regione consente al Comune (unico caso in Toscana) uno sforamento extra al Patto di stabilità Il motivo? Rimediare alla voragine da 8 milioni e mezzo apertasi col caso degli espropri a Villa Pizzetti

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GROSSETO. Alla fine è arrivato un salvagente da 1 milione di euro lanciato dalla Regione per non far precipitare il Comune di Groseto nella voragine dello sforamento del patto di stabilità scavata dalla vicenda del riscatto dei terreni al Peep Pizzetti.

Caso unico fra tutti i comuni toscani, alla voce “priorità indifferibili e urgenti” la giunta regionale ha concesso al Comune uno sforamento extra di un milione di euro oltre il patto di stabilità. Per cosa? L’urgenza delle urgenze – così ha riconosciuto la Regione – non è la ricostruzione post alluvione, né gli interventi sulle scuole malridotte ma è coprire gli 8 milioni e 686.233,65 euro che la Corte d’appello ha condannato il Comune a pagare per gli espropri malfatti al Pizzetti.

Il caso è noto. Anni fa le due proprietarie dei terreni del Peep Pizzetti fanno causa al Comune perché, a suo tempo, aveva pagato loro gli espropri a prezzi più bassi di quelli di mercato. Nel 2007 la Corte d’appello riconosce loro il diritto a farseli pagare a prezzi di mercato. Ed è un salasso da quasi 9 milioni di euro.

È il caos. I milioni tocca pagarli alle 400 famiglie che hanno comprato casa al Peep Pizzetti e che si vedono chiedere fino a 25mila euro l’una. Intanto però i soldi li deve anticipare il Comune che, però, oltre alle quotidiane difficoltà finanziarie che hanno tutti gli enti pubblici ha, come tutti gli enti pubblici, l’obbligo di rispettare il patto di stabilità. Non può, cioè, spendere tutto quel che servirebbe, ma deve muoversi entro un tetto prestabilito.

È proprio per questo vincolo che la Regione ogni anno dà una mano a Comuni e Province. L’aiuto consiste – detto in soldoni – nel rinunciare a quote del proprio patto di stabilità, riducendosi la possibilità di spesa, per permettere agli enti di spendere un po’ di più di quel il patto concede loro.

«La Regione ha concepito in passato questa norma per permettere ai Comuni di pagare cose indifferibili e urgenti per le quali si sarebbe sforato il patto», spiega l’assessore al bilancio e vicesindaco di Grosseto, Paolo Borghi. «Un’altra parte la davano sulla base dei residui passivi. Quest’anno per la prima volta hanno introdotto due nuove voci: gli interventi per la ricostruzione post alluvione e la prevenzione del rischio idraulico, e la ristrutturazione degli edifici scolastici».

Con le alluvioni che hanno devastato il territorio e con i tempi di magra che corrono, però, la prima voce ha assorbito tutto il cosiddetto “spazio finanziario”, cancellando le quote per le scuole. Alla fine sono stati accordati ai Comuni sotto i 5mila abitanti poco più di 40milioni di euro e a quelli oltre 5mila 32,6 milioni.

È rimasta però la vecchia voce, quella per le priorità indifferibili e urgenti. Ma – e qui sta l’eccezionalità nell’eccezione – solo il Comune di Grosseto ne ha beneficiato, ottenendo uno sforamento di un milione di euro. «Un debito così consistente che il Comune deve anticipare – spiega Borghi – è chiaro che ci comportava problemi per il patto di stabilità. Perciò abbiamo chiesto alla Regione tramite l’Anci, come da prassi, di riconoscerci la possibilità di affrontare questa spesa. Sia l’Anci che l’assessore regionale al Bilancio Bugli, sono stati sorpresi della nostra situazione. Per il Comune è stata una benedizione».

Non sfugge, tuttavia, la lettura al contrario. Quel milione di euro in quote di patto di stabilità la Regione lo avrebbe comunque ceduto, ma poteva finire nella voce “ricostruzione post alluvione” o in quella per le scuole. E invece va al Comune di Grosseto per ripianare i suoi pasticci giudiziari (il tribunale ha riconosciuto che fu uno sbaglio fare gli espropri non a prezzi di mercato). «D’altra parte – spiega Borghi – la misura della Regione è nata proprio per questi interventi».

A questo punto resta un fatto: se il Comune può anticipare 1 milione di euro, chi li mette gli altri 7,6 milioni? «Al momento – spiega Borghi – è tutto congelato in attesa che il Comune decida se ricorrere in Cassazione. Abbiamo poi iniziato un percorso con le proprietarie e il 31 marzo l’assessore alle aree Peep, Ceccarelli, ha un incontro con le coop costruttrici e i proprietari. Vedremo il da farsi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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