Pedonalizzazione: nì delle associazioni
Ok unanime sullo sgombero immediato di piazza della Palma dalle auto: «Ma per un vero rilancio serve molto di più»
GROSSETO. Come una matriosca: il rilancio del centro storico per artigiani e commercianti può sì passare dall’avvento dell’area pedonale, ma non solo da quello. La mozione depositata martedì scorso da sei consiglieri comunali, (4 democratici, un socialista e un civico) continua così a far discutere. Si tratta di una proposta di sperimentazione per un periodo di almeno 6 mesi. Nel testo il gruppo chiede, tra le altre cose, la pedonalizzazione immediata di piazza della Palma (7 giorni su 7) e del resto del centro storico, ma solo il sabato e la domenica. È in programma pure un bel giro di vite ai troppi ingressi nel cuore cittadino, con controlli serrati sui permessi. L’idea è quella di far entrare chi ne ha bisogno, purché non si fermi troppo a lungo e purché non sosti accanto a monumenti e luoghi d’interesse turistico. In ballo ci sono anche convenzioni per invogliare i residenti a fermare l’auto nelle zone blu fuori Mura e una stretta all’ingresso dei fornitori nelle viuzze del centro: mai dopo le 8,30. Ma alle associazioni di categoria che tutelano chi ha una bottega dentro Mura tutto questo non basta. Arredi, nodo parcheggi e viabilità: molti gli aspetti da migliorare per far tornare a essere davvero buono quel salotto tanto caro ai grossetani. «In termini generali – dice Mauro Ciani, direttore Confartigianato - l’idea è da percorrere. Valorizzare il centro storico è un obiettivo comune a tutti. Ma serve un percorso chiaro: sperimentare per sei mesi lascia il tempo che trova. Vorremmo una riflessione profonda su come organizzare il centro della città con una mobilità migliore». Ed anche Renzo Alessandri, direttore Cna, è sulla stessa linea: il tutti a piedi deve essere accompagnato da una serie di attività che facciano vivere la parte antica del capoluogo. «Riguardo la proposta di una possibile prova non abbiamo avuto dai nostri soci né levate di scudi, né scene di tripudio. Credo che gli artigiani stiano attendendo di vedere cosa accompagnerà la proposta». Ecco, siamo ancora una volta lì: il fuori le auto e dentro la gente, pure per la Cna non può essere una portata unica. Il mondo artigiano vuole risposte a tutto tondo. Anche perché, dice Alessandri, «Non sono mai stato convinto che la chiusura totale alle auto significasse far vivere il centro». Pure Confesercenti e Ascom accolgono con il piede sul pedale del freno la proposta di un centro storico pedonale. Anche in questo caso non è una bocciatura secca, ma un gioco al rialzo per ottenere davvero quella scossa in grado di dare una sveglia all'economia della città vecchia. «È un’idea su cui dobbiamo riflettere – dice Gloria Faragli, direttore di Confesercenti – ma chi vive il centro storico deve avere strutture funzionali». Secondo la numero uno di Confesercenti servono «Arredi migliori (idea condivisa da tutti e quattro i direttori delle associazioni) e una cura ancora più forte delle Mura. Per l’esagono è stato fatto molto, ma serve ancora qualche sforzo: le famiglie devono poter vivere il monumento senza timore di essere disturbate. Così come è il caso di pensare a restauri importanti, penso all’ex ospedale». Paolo Coli, direttore di Ascom, chiede un attento monitoraggio degli ingressi e rilancia: «Diamo vita a bus navetta che colleghino le periferie al centro storico» e facciamo «attenzione ai parcheggi». Nella matriosca delle scelte rientra a pieno piazza della Palma. Qui Confesercenti e Ascom non hanno dubbi: pedonale subito.
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