Il Tirreno

Grosseto

«Fenili ha fatto bene il suo lavoro»

di Gabriele Baldanzi
«Fenili ha fatto bene il suo lavoro»

Frida Favali, presidente del cda della Misericordia di Roccastrada, difende il direttore dell’istituto geriatrico

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ROCCASTRADA. La Confraternita di Misericordia di Roccastrada, che governa da sempre l’istituto geriatrico, negli ultimi tre anni _ da quando Roberto Fenili ha assunto il ruolo di direttore _ è stata oggetto di denunce, polemiche, addirittura esposti alla Procura e lettere al vescovo. Un mese fa il nostro giornale, mettendo insieme il materiale inviato in redazione, ha dedicato un’intera pagina a queste beghe, sentendo anche il diretto interessato, Fenili appunto. Oggi sulla vicenda interviene invece il consiglio di amministrazione della Confraternita, presieduto da Frida Favali. Ne fanno parte Licia Groppi, Roberto Giorgi, Osetta Casanovi e Giampiero Petrini.

I soliti confratelli… «I veleni a cui fa riferimento Il Tirreno _ scrivono i vertici della Confraternita _ non riguardano solamente gli ultimi tre anni. Partiamo dall’inizio, con un flash al 12 aprile 2002, giorno nel quale, dopo regolari elezioni, fu tentato di impedire prima e di condizionare poi l’insediamento del nuovo cda; esiste infatti a Roccastrada un gruppo di persone (sempre gli stessi confratelli) che, a prescindere, si sentono sempre nella ragione e nel privilegio di poter giudicare il merito degli altri in funzione del loro personale gradimento. Arriviamo quindi al luglio del 2011, dove, con metodica puntualità e senza preoccuparsi dei guasti all’istituzione, di nuovo si fanno uscire articoli di stampa con il chiaro tentativo di condizionare le elezioni per il rinnovo del cda. Anche questa volta successo zero».

Fenili è una risorsa. La lettera del cda si sposta poi sulla questione Fenili, direttore plenipotenziario. «Il contratto stipulato per la figura del direttore Fenili _ scrive il cda _ non prevede alcun vantaggio o benefit particolare. Risulta infatti nella sfera di applicabilità dei contratti Uneba e anzi si può affermare che l’attuale direttore, pur con maggiori compiti e responsabilità, percepisca uno stipendio inferiore al precedente. Non solo. La scelta fatta risulta in linea con la maggioranza delle altre Istituzioni (toscane e non) che gestiscono residenze sanitarie. Lo stesso Fenili peraltro è componente, per conto della Misericordia, del consiglio regionale Uneba. Sulle osservazioni sollevate dai provibiri _ prosegue la nota _ dopo nuova e accurata lettura, possiamo affermare che nello statuto attuale e nei precedenti la figura del direttore non è prevista né menzionata in alcuna forma e che tutti i compiti attribuiti al medesimo non hanno subito alcuna modificazione. Il problema evidentemente non è sul come si prendono le decisioni, ma sul chi…». Il capitolo direttore lo si chiude poi in modo molto perentorio: «Riguardo all’assunzione di Fenili (si contestava la procedura, ndr) e al profilo professionale a lui riconosciuto, qualora la scelta operata non dovesse essere ritenuta perfetta, siamo pronti a renderla tale, forti dei risultati positivi ottenuti negli ultimi anni».

Stati d’animo e rapporti con il prete. I componenti del cda si sentono «appagati dalla consapevolezza di aver fatto il proprio dovere e gli interessi della Confraternita, sempre nel rispetto dello statuto». Anche sui rapporti con il sacerdote il cda precisa: «Rispettiamo la sua figura e il suo ruolo sia fuori che all'interno della Confraternita. Abbiamo sempre collaborato con i sacerdoti che si sono succeduti a Roccastrada apportando, anche su loro indicazione, i cambiamenti necessari per una migliore funzionalità dell’ente. La breve permanenza degli stessi a Roccastrada forse deve essere ricercata altrove».

Cifre. Oggi il geriatrico ha una gestione indubbiamente più manageriale rispetto al passato e il giudizio sugli organi della Confraternita e sul direttore Fenili _ secondo il cda _ spetta prima di tutto agli utenti e alle loro famiglie. «A monte ci sono poi gli equilibri di bilancio e le garanzie di stabilità e sviluppo, fattori decisamente migliorati rispetto al passato».

La Favali e gli altri membri ricordano in conclusione che «tra il 2002 e il 2013 l’ente ha investito in opere, servizi per la comunità e patrimonio, la cifra di 2 milioni e 350mila euro, coperti interamente senza ricorrere a indebitamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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