Il Tirreno

Grosseto

Sì al taglio di 40 testimoni Ne sono in ballo altri 174

di Pierluigi Sposato

Processo Schettino: curiosità per la presenza del comandante ieri in Tribunale Non saranno sentiti i cineoperatori a bordo della Concordia la notte del naufragio

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GROSSETO. «Guarda mamma, c’è Schettino»: una bambina - è lì durante una pausa di un incidente probatorio - punta il dito verso la scala del Tribunale dalla quale il comandante sta uscendo al termine dell’udienza di ieri.

Udienza “anomala” perché non tenuta al teatro Moderno ma in piazza Albegna: non c’erano slide da proiettare o intercettazioni da far sentire, si è solo parlato di aspetti procedurali. Certo è che in tanti si sono voltati o avvicinati per dare un’occhiata al comandante, che non si è fatto vedere al bar di Roberta e Cristiana (dove invece hanno fatto colazione i suoi avvocati Laino e Lepiane), ma che è stato spesso sui corridoi davanti all’aula. E che ci fosse qualcosa di strano in piazza Albegna si era capito dalla sera prima, quando i mezzi e le telecamere delle tv si erano accampate davanti al Tribunale.

Udienza anomala ma che ha comportato riflessi sullo svolgimento del processo. Perché sono state accolte le prime proposte di riduzione dei testimoni avanzate dalla Procura. Le parti civili e la difesa avevano acconsentito pacificamente all’acquisizione delle schede di recupero delle salme, ma avevano chiesto di sentire alcuni di quei testi che la Procura voleva scartare. Perché potrebbero dare indicazioni sulle conversazioni con Ferrarini, sul locale generatori di emergenza, sulle comunicazioni con l’autorità a terra, sui filmati girati sulla nave, sull’addestramento; e (questo interessa soprattutto la difesa di Schettino) sull’uso del Napa, sulle porte stagne e gli impianti interni, sulle valvole di compartimentazione, sulla videosorveglianza.

Il Tribunale si è ritirato e dopo quasi un’ora è tornando definendo come «sovrabbondanti» le testimonianze degli operatori foto-cine Manuel Ruggeri e Daniel Parvu (si acquisiranno le sommarie informazioni) ma ritenendo le altre 13 «non manifestamente superflue». Solo sommarie informazioni e non testimonianza in aula per altri 38 indicati in un terzo elenco, quello dei familiari delle vittime. Quaranta i testi in meno.

Ma non è tutto. La Procura ha chiesto ieri di rinunciare ad altri 174 testimoni contenuti nella lista depositata: sono le parti offese, per le quali i pm si riservano di presentare le certificazioni mediche, dando per scontato il nesso causale. Il presidente Puliatti ha rinviato la decisione alla prossima udienza, quando tutte le parti avranno avuto cognizione dei nomi e delle posizioni dei testimoni.

In quella sede si dovrà parlare anche di un altro cospicuo numero di testimoni ritenuti «sovrabbondanti» dalla Procura: componenti di carabinieri, capitaneria di porto e vigili del fuoco che hanno svolto compiti già scandagliati o di mero coordinamento di operazioni altrui.

Non sono invece ritenuti affatto inutili i contributi dei carabinieri del reparto informativo nucleo operativo che seguirono da vicino le indagini (Lachi, Capanna e Sorrentino), nonché quelli del l’ufficiale Coronica (anche se ha preannunciato di non voler rispondere) e del timoniere Rusli Bin: tutti da sentire alle udienze del 28 e 29 aprile. Sempre che l’Interpol riesca a rintracciare il timoniere indonesiano.

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