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Crolla un’altra banchina nel porto di Scarlino

Crolla un’altra banchina nel porto di Scarlino

Nuova emergenza al Puntone dove solo un mese fa è affondato un pezzo di molo Altre frane nell’entroterra. Il sindaco annuncia: «Partono i lavori di regimazione»

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SCARLINO. Scarlino conta di nuovo i danni del maltempo. A un mese dal disastro che ha distrutto decine di barche, divelto parte del molo e portato via un tratto di strada, è di nuovo emergenza nel porto del Puntone, mentre altre frane si registrano nell’entroterra.

La banchina sprofonda. Nella notte tra sabato e domenica è crollato un tratto della banchina nord, nel porto del Puntone, vicina a quella distrutta dall’inondazione di febbraio. Probabilmente non ha retto all’ennesima piena e alle infiltrazioni d’acqua. Era circa mezzanotte quando i vigili del fuoco sono intervenuti e non hanno potuto far altro che transennare la zona. I tecnici del Comune hanno fatto un sopralluogo insieme ai vigili urbani. «Quel tratto, sul lato destro del canale, è della Regione ed è stato dato in gestione alla famiglia Ramazzotti che ha un cantiere», spiega il sindaco Maurizio Bizzarri che ieri ha verificato di persona i danni nel comune. «La banchina franata un mese fa, invece, è per metà in territorio comunale e per metà del porto, dunque il costo dei lavori, circa 2 milioni di euro, è da spartirsi».

Il problema Pecora. «Il problema – spiega Bizzarri – è che tutta la pioggia che viene giù da Massa Marittima, Gavorrano, Scarlino, finisce nella Fiumara tramite il fiume Pecora e il canale Allacciante. E il problema madre è che il Pecora non sfocia in mare ma nel padule dove si sono accumulati detriti ed è diminuita la cassa di colmata». Oltre 10 anni fa, ricorda il sindaco, si avviarono gli studi per realizzare uno sfocio a mare del fiume «ma il progetto fu abbandonato perché ritenuto troppo impattante per la zona della Polveriera».

Arrivano le casse d’espansione. «Tuttavia – prosegue Bizzarri – il Consorzio Bonifica farà partire a breve, ora a marzo, i lavori per realizzare 60 ettari di casse di espansione a monte. Legato a questo progetto il Comune di Scarlino ha chiesto di realizzare anche uno sfioratore sul padule che serve a evitare che il canale Solmine rompa l’argine, come è successo il mese scorso». Le casse sono già finanziate, costano 7,5 milioni di euro e paga il Consorzio Bonifica.

Le altre frane. Mentre a valle qualche cosa si muove, la terra continua a sbriciolarsi a monte. Sabato sulla strada panoramica di Scarlino, in località La Valle, un’altra frana si è affiancata a quella già venuta giù un mese fa. Sulla strada c’è il senso unico alternato. Ieri una nuova frana si è registrata nel comune di Gavorrano, alla Madonna degli Angeli, dove è venuto giù un muro che reggeva la strada e questa è stata chiusa. Altri muri a secco sono franati intorno al castello di Scarlino, mentre la Provinciale 135 del Casone è stata chiusa.

Francesca Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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