Il Tirreno

Grosseto

Rapinarono un uomo adescandolo col sesso in due in manette

di Francesca Gori
Rapinarono un uomo adescandolo col sesso in due in manette

La vittima è un cinquantenne aggredito e sfregiato La squadra mobile ha scoperto gli autori: sono due ventenni

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Lui ha avuto il coraggio di presentarsi negli uffici della questura e sporgere denuncia. Nonostante che la rapina appena subita fosse maturata in un contesto un po’ particolare, di quelli che si fa fatica a tirare fuori e raccontare con la giusta serenità. Ma si è fidato di quegli uomini in divisa e alla fine la sua fiducia è stata ripagata. Perché gli uomini della squadra mobile sono riusciti a stringere le manette ai polsi all’autore della rapina.

Siamo a Grosseto, è ottobre, quando un uomo di mezz’età decide di voler passare qualche ora insieme a un ragazzo. Cercava sesso e sapeva anche che lo avrebbe trovato, probabilmente a buon mercato, nel parcheggio della stazione.

Chi gli avrebbe dovuto fare compagnia per un po’, quella sera, era lì. Ma dopo aver concordato il prezzo, il giovane romeno di 22 anni aveva chiesto un po’ di tempo, suggerendo al suo cliente di tornare un po’ più tardi. Succede anche questo, a Grosseto. Succede che in una stradina vicina alla stazione si venda sesso per poche decine di euro. Succede che ci sono le prostitute ma anche i ragazzi disponibili a passare un po’ di tempo con altri uomini, anche molto più grandi. Succede quello che succede in tutte le città del mondo.

Ma l’uomo, quella sera, non è riuscito a soddisfare il suo desiderio sessuale. Una volta arrivato di nuovo alla stazione, circa un’ora dopo dalla prima contrattazione, ha visto il ventiduenne che lo stava aspettando e si è avvicinato. Quello che voleva era lì, a pochi passi da lui. Si è avvicinato con la sua auto e lo ha fatto salire, imboccando poi una strada che li portasse in un luogo isolato. Arrivato in una stradina, il gioco sembrava fatto: i due hanno cominciato a toccarsi quando la luce di un altro paio di fari ha illuminato il loro abitacolo. Un’altra auto poteva significare anche un’altra coppia, diversa o uguale alla loro, arrivata lì per lo stesso motivo. Ma il lieto fine, per il cinquantenne, in questa storia non c’è, se non l’arresto di ieri mattina.

Da quell’auto, che era dietro la sua, l’uomo ha visto scendere un altro ragazzo che si dirigeva proprio verso la portiera della sua auto. Una volta aperta, l’uomo è stato tirato fuori e pestato a sangue con una bottiglia. Colpito violentemente al volto.

Era per terra, il suo viso era una maschera di sangue e la testa gli stava esplodendo. Nonostante questo, l’uomo è riuscito a vedere il ragazzo affacciarsi nella sua auto e portare via il borsello che era stato abbandonato sul sedile. Il ragazzo che si era appartato con lui è scappato poi insieme al suo complice.

Dopo essersi fatto medicare, l’uomo ha passato una notte d’inferno, non soltanto per le ferite riportate, per i soldi persi e per quell’ora di piacere che gli è stata negata. Si è arrovellato, tra la vergogna di raccontare quell’episodio e la sete di giustizia che anima chi subisce un torto di quel tipo. Alla fine, la sera del giorno dopo, ha deciso di presentarsi in questura e raccontare quella storia di personaggi minimi che vivacchiano intorno alla stazione di Grosseto. Gli uomini della squadra mobile si sono messi al lavoro e alla fine hanno scoperto gli autori della rapina: sono due ragazzi di origini romene, di 22 e 20 anni, ai quali sono stati sequestrati, durante la perquisizione sia in città che a Roma, parecchi telefoni cellulari, orologi e un’arma bianco. Il primo è agli arresti domiciliari con prescrizione del braccialetto elettronico, mentre il secondo ha ottenuto il divieto di dimora nella provincia di Grosseto.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera